[751.] νοτάριον.
[752.] È versione litterale della voce arabica walî “eletto, amico, santo ec.”
[753.] σημεῖον “segno,” probabilmente l''alâma, ossia motto e titolo scritto da un segnatario a capo dei dispacci, che tenea luogo della soscrizione nostra.
[754.] Op. cit., p. 120.
[755.] Metterò le citazioni alla fin del fatto, e qui le accennerò soltanto. La data della venuta a Benevento e Salerno si trova nella Cronica di Santa Sofia e la confermano i diplomi citati dal Muratori negli Annali.
[756.] Ditmar.
[757.] Annali di San Gallo.
[758.] Ibn-el-Athîr.
[759.] E senza ciò Abu-l-Kâsem non passava in Calabria a rischio di far unire a' suoi danni le genti d'Otone e i Bizantini.
[760.] Ditmar. Gli Annales Lobienses presso Pertz, Scriptores, tomo I, p. 211, dicono nel 982 che Otone celebrò il Natale a Salerno e la Pasqua a Taranto. La data si vede anco dai diplomi citati dal De Meo. Secondo gli Annali di San Gallo, Otone volea occupare l'Italia fino al mare Siculum et portum Traspitam (var. Traversus) che potrebbe essere falsa lezione di Taranto. E Taranto si dèe correggere, o Rossano, il nome che Ibn-el-Athîr scrive Mileto, e Ibn-Khaldûn Rametta.