[818.] I devoti greci del medio evo, per falsa interpretazione d'un testo, teneano a peccato di tosarsi, onde i Longobardi e i Franchi li derideano fino al XII secolo, come qui fa il poeta musulmano.
[819.] Ibn-Khallikân, edizione del Wüstenfeld, fasc. X, p. 28, seg. Questa Kasîda ha 61 versi più che doppii de' nostri endecasillabi. Come ognuno comprende, non ho fatto la traduzione litterale nè anche di tutti i versi che giovano all'argomento nostro; ma ho raccolto le frasi più significative, trasponendole talvolta, troncando molte imagini, e nessuna aggiugnendone. Debbo avvertire che il passo “gli è forza smettere l'idolatria” risulta da una bella correzione che ha fatta il professore Fleischer alla p. 640 della mia Biblioteca Arabo-Sicula dove occorre il verso: “Tu li hai percosso in lor famiglie, sì che li hai fatto rimaner soletti; e nei loro riti, sì che hanno lasciato il culto degli idoli.” La frase che ho messo in corsivo è espressa da una sola voce che avea varianti, e nessuna plausibile, nei MS. d'Ibn-Khallikân.
[820.] Benedicti Sancti Andreæ Monachi Chronicon, presso Pertz, Scriptores, tomo III, p. 700. Su l'età e l'autorità del cronista si vegga la prefazione dell'editore a p. 695.
[821.] Nella detta prefazione si nota che questo Benedetto sembri il primo o tra i primi che abbiano scritto il supposto viaggio di Carlo Magno in Terrasanta. Siam dunque precisamente nei romanzi di cavalleria, coi trovatori, le cortesie e i cavalieri erranti.
[822.] Op. cit., p. 713.
[823.] Corruzione di capitaneus, come avvisa il Ducange; o derivato da κατὰ e πὰν, come pensano altri dotti ellenisti.
[824.] Si vegga qui sopra a p. 333. Tra il 982 e il 998, poichè Iusûf non avea per anco lasciato il governo al figliuolo.
[825.] Lupo Protospatario, anno 986. Cito qui e appresso la edizione di Pertz, Scriptores, tomo V, p. 55, 56.
[826.] Romualdo Salernitano, anno 987. Qui ed appresso da Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo V.
[827.] Lupo Protospatario, 988.