[838.] Lupo Protospatario, ediz. di Pertz, Scriptores, tomo V, p. 57, an. 1015. “Apparuit stella cometæ mense februarii et Samuel rex obiit et regnavit filius ejus.... 1016. Occisus est ipse filius præfati Samuelis a suo consobrino filio Aronis et regnavit ipse.... 1020 Descenderunt Sarraceni cum Rayca et obsederunt Bisinianum et apprehenderunt eam et mortuus est ipse admira (amira, amita etc.) et Melis dux Apuliæ.” L'abdicazione di Iûsuf innanzi il 1015; il fratricidio di Gia'far nel 1015; e la cacciata di costui nel 1019 che si leggeranno nel capitolo seguente, rispondono a un di presso ai fatti accennati da Lupo: nè monta la inesattezza dei particolari, nè lo sbaglio dei nomi. Ritengo pertanto che la cronica intenda dire dei Kelbiti di Sicilia, non di qualche avventuriere musulmano che avesse tentato di farsi signore in Calabria, che sarebbe supposizione senza alcun fondamento.
[839.] Si confrontino: Lupo Protospatario e Anonimo di Bari, anno 1016, e gli Annali del Monastero di Santa Sofia di Benevento, nella edizione del Pertz, Scriptores, tomo III, p. 177, stesso anno.
[840.] Si confrontino: Amato, L'Ystoire de li Normant, lib. I, cap. 17, 18, 19; Leone d'Ostia, lib. II, cap. 37, presso Pertz, Scriptores, tomo VII, p. 651, 652; nei quali è da notare che Amato, scrittore più antico, pon meno episodii da romanzo di cavalleria: del resto si vede che entrambi attinsero ad unica fonte. Delle circostanze importanti il divario è questo, che Amato dice giunti i Normanni durante l'assedio e Leone d'Ostia prima; che l'uno suppone i Saraceni venuti a riscuotere il solito tributo il quale cessò per sempre dopo quell'impresa, e l'altro reca il fatto come un dei soliti assalti che finivano pagando una taglia. Si accordano a un di presso nella data, dicendo l'uno avan mille e l'altro circa sedici anni avanti il 1017. Ma come entrambi riferiscono agli allettamenti dell'ambasciatore salernitano la venuta dei venturieri che comparvero in Italia il 1017, così mi è parso di seguir la data di Lupo Protospatario e della Cronica di Santa Sofia di Benevento; la quale, oltre l'autorità di que' cronisti, convien meglio ad una pratica di questa fatta che non potea durare sedici anni. D'altronde la data del principio del secolo poteva essere vagamente indicata nei ricordi su i quali scrisse Amato verso il 1080, e Leone d'Ostia nei principii del XII secolo.
Non ho fatto menzione dei compilatori successivi, per esempio Odorico Vitale (morto il 1141), il quale dà 20,000 ai Saraceni e 100 ai Normanni, e son tra questi Drogone ec. Al contrario, i critici moderni mi par abbiano negato troppo facilmente l'episodio de' quaranta pellegrini, il quale, tolti gli ornamenti della Tavola Rotonda, non ha nulla che discordi dall'indole degli uomini e dei tempi.
Debbo avvertire che nella edizione della Cronica di Santa Sofia di Benevento, Pertz, Scriptores, III, p. 176, 177, si leggono le altre scorrerie qui appresso notate, cavate da aggiunte della edizione di Pratilli, tomo IV, p. 358, che non si trovano negli altri MS. Si vegga nel detto volume del Pertz, p. 173, l'avvertimento dell'editore tedesco, il quale parmi non siasi ricordato che le aggiunte veniano dalle stesse mani che interpolarono la Cronica della Cava, fabbricarono quelle di Calabria e dei Duchi di Napoli ec. Però non accetto quelle notizie come genuine:
Anno 982. Dopo la sconfitta di Otone, i Saraceni saccheggian tutta la Calabria. (Noi sappiamo che se ne tornarono in fretta in Sicilia.)
Anno 1002. Prima della marcia sopra Benevento (che è nelle altre edizioni), vengono a Bari e prendono e ardono Ascoli e il Castel di Santangelo.
Anno 1007. Nuova infestagione di Capua.
Anno 1009. Presa di Bitonto e del Castrum Natii.
Anno 1016. Durante l'assedio di Salerno, dato il guasto fino ad Agropoli e Capaccio.