[841.] Lupo Protospatario, presso Pertz, Scriptores, tomo V, p. 57.

[842.] Ibidem. Il nome è scritto Iaffari, Zaffari etc. Si aggiugne criti che par da leggere caiti.

[843.] Ahmed-ibn-Iûsuf, soprannominato Akhal, è chiamato sempre da Cedreno Apollofar. Da un'altra mano gli annali musulmani ci dicono che il suo figliuolo Gia'far rimaneva al governo in Sicilia quand'egli andava a far guerra in Terraferma. E però il suo keniet, come lo chiamano gli Arabi, par sia stato Abu-Gia'far, “il padre di Gia'far.”

[844.] Si riscontrino: Ibn-el-Athîr sotto l'anno 484, MS. A, tomo IV, fog. 134 recto, seg.; Abulfeda, Annales Moslemici, tomo III, p. 274, seg.; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 22.

[845.] Lupo Protospatario, l. c.

[846.] Lupo Protospatario, l. c.

[847.] Amato, L'Ystoire de li Normant, lib. V, cap. XI.

[848.] Si veggano quelle di San Nilo, lib. IV, cap. VI, p. 317, seg., di questo volume; e di San Vitale, San Luca di Demena e San Giovanni Therista, lib. IV, cap. XI.

[849.] Leandro Alberti, Descrittione di tutta Italia, Venezia 1588, fog. 245 verso, la dà per fatta, aggiugnendo: “Insino ad oggidì si vedono le sepolture nel sasso cavate secondo i loro malvagi riti et profane cerimonie.” Ma i “malvagi riti” dei Musulmani portano dì inumare i cadaveri, non già di chiuderli in avelli dì pietra. Perciò non son questi al certo i vestigii che lasciarono sul monte Gargano.

[850.] Nowairi afferma la sostituzione conceduta prima della rinunzia di Iûsuf. N'è prova anco la poesia di Abd-allah-Tonûki della quale abbiam fatto parola nel Cap. VII, pag. 335, della quale si vegga la nota 4.