Dopo diciotto battaglie vinte in Sicilia, raccolto gran bottino, Aroldo e Girgir, che fa sempre la parte dell'Arlecchino in commedia, se ne tornano. Aroldo poi va a conquistare coi soli Varangi Gerusalemme, a bagnarsi nel Giordano; è imprigionato a Costantinopoli per dispetto amoroso di Zoe o gelosia del novello suo marito Costantino Monomaco; è liberato per virtù di Sant'Olaf, apparsogli in sogno; fuggendo rapisce e poi lascia una principessa greca, e dopo altre avventure, sposa la Elisabetta di Russia a Novogorod, si collega col re di Svezia per torre la corona di Norvegia a Magnus figliuol di Sant'Olaf, e alfine regna insieme col nipote (1047).
Or il finto conquisto di Terrasanta, la Sicilia non ricordata mai come paese musulmano, e tanti altri indizii, mostrano che la Eneide di Aroldo nel Mediterraneo fu inventata dopo le Crociate. Dunque non è nè anco contemporanea; nè possiam su la sua fede accettar quegli episodii che somiglian meno a menzogna: per esempio il combattimento navale su le costiere meridionali di Sicilia, e l'ultimo dei quattro stratagemmi narrati di sopra. Del resto, le due autorità c'ho citato non s'accordan tra loro nei particolari, e questi variano nelle altre saghe non tradotte, come ritraggo dal signor Broch.
Ho fatto parola delle monete musulmane trovate nel Baltico al par che molte dell'impero bizantino. Su la presunta origine di esse gli eruditi sono d'accordo. Si vegga la nota del signor Laing, op. cit., tomo III, p. 4.
[936.] Si confrontino: Malaterra, lib. I, cap. VII, e la Cronica di Roberto Guiscardo, testo e versione, ll. cc. La voce Archadius, data per nome proprio del condottiero, è titolo, come tutti sanno, di grado militare, Kâid, più tosto che di magistrato, Kâdhi.
[937.] Così Malaterra. Il monaco Nilo dice 100,000; Cedreno fa supporre molto più, portando a 50,000 il numero degli uccisi. Da un'altra mano l'Anonimo par non giunga al vero dando ai Musulmani soli 15,000 uomini.
Il nome della città non è dubbio: Traina in Malaterra e nell'Anonimo; Δραγῖναι in Cedreno. Il campo in pianura è ricordato altresì da Cedreno e dal monaco Nilo; se non che questo non dà il nome della città, leggendosi nella versione non longe ab urbe, sia che i copisti avessero saltato il nome, sia che San Filareto fosse di Traina stessa. La voce πόλις che dovea essere nel testo non si può intendere capitale, e però Palermo, contro le testimonianze di Cedreno e dei cronisti Normanni citati di sopra.
[938.] Nilo Monaco, l. c.
[939.] Cedreno non parla qui dell'assedio di Siracusa, anzi dice aver Maniace soggiogato tutta l'isola. La posizione dei Musulmani a Traina lo smentisce.
[940.] Il nome basta a provare che vi stanziò Maniace, e conferma che il campo di battaglia fosse stato nelle pianure tra quel luogo e Traina. La terra che s'addimandò Maniace è descritta da Edrisi, di cui si vegga il testo nella Biblioteca Arabo-Sicula, cap. VII, pag. 64, la versione francese del Joubert, tomo II, e il compendio presso il Di Gregorio, Rerum Arabicarum, pag. 123. Portava l'altro nome, al certo anteriore, di Ghirân-ed-dekîk ossia “Le grotte della Farina.” Al tempo di Fazzello ne avanzavan ruine e si chiamavano il Casalino; De Rebus Siculis, deca I, lib. X, cap. 1. Su l'abbadia che fu in parte distrutta dai tremuoti del 1693, si veggano, oltre il Fazzello, i diplomi del XII secolo presso Pirro, Sicilia Sacra, p. 396, 456, 977, 1004. Si riscontri D'Amico, Lexicon Siciliæ Topograficum, tomo II, alla voce Maniacis.
[941.] Si confrontino: Cedreno, tomo II, p. 522, Vita di San Filareto, l. c.; Malaterra, lib. I, cap. 4; Cronica di Roberto Guiscardo, presso Caruso, Bibliotheca Sicula, p. 832, lib. I, cap. V, p. 266, della versione francese. Questa Cronica dà molto diversa, e manifestamente imaginaria, la postura dei luoghi e le circostanze della battaglia. Al par che Malaterra la dice guadagnata dai soli Normanni. La data si scorge dall'ordine in che pone questo fatto il Cedreno nel 6548 (1039-1040) e dal ritorno del Catapano Doceano in Terraferma di novembre 1040.