[1338.] Hagi-Khalfa, Dizionario Bibliografico, edizione Flüegel, tomo II, p, 135, nº 2243; e Soluti, op. cit., nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 677. L'autografo par che fosse venuto alle mani di Iakût. Si vegga la Biblioteca Arabo-Sicula, p. 115.
[1339.] Si veggano nel capitolo precedente, la pag. 430; e in questo capitolo, p. 490 ec. Ibn-Kattâ' par che abbia dato l'ortografia di tutti i nomi topografici dell'isola. Oltre quel di Sicilia citato dianzi, v'ha quel di Kosîra (Pantellaria), nella, Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 124.
[1340.] Kharîda, nella Biblioteca Arabo-Sicula, cap. LXIII, § 3, p. 589 a 598.
[1341.] Hagi-Khalfa, op. cit., tomo II, p. 135, nº 2243. Ne fa menzione lo stesso autore, tomo III, p. 203, nº 4935, e Ibn-Khallikân, e Soiuti, ll. cc.
[1342.] Makkari, Analectes sur l'histoire d'Espagne, tomo I, p. 634 del testo arabico, trascrive un passo dello storico Ibn-Sa'id, il quale dando l'autobiografia si scusava con l'esempio di tre scrittori, tra i quali nomina Ibn-Kattâ'.
[1343.] Ibn-Khallikân e Soiuti, ll. cc., Hagi-Khalfa, op, cit., tomo I, p. 373. Nº 1025. Par che sia esemplare di quest'opera il MS. dell'Escuriale DLXXIII, che Casiri tradusse “Liber Verborum tripartitumque”, ma si tratta forse dei “verbi triliteri”; e quivi afferma essere stato Ibn-Kattâ', Domicilio Cordubensis. Notando poi l'opera di versificazione, della quale or or faremo parola, Casiri lo spaccia origine siculus patria Hispalensis, ed anche trascrive male il nome. Indi gli Ebn-al-Kattaa ed Ebn-Cataa del Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 239. Il Casiri non avea punto fatto equivoco tra il padre e il figliuolo, ma avea reso con lettere diverse lo stesso nome. Io non so, non avendo veduto i due MSS., se vi sia qualche parola da far supporre il soggiorno d'Ibn-Kattâ' a Cordova e Siviglia; nè sarebbe impossibile che prima d'Egitto ei fosse andato in Ispagna. Ma Casiri suol troppo facilmente far dono alla Spagna di scrittori che non le appartengano per niun conto.
[1344.] Ricordato da Ibn-Khallikân e da Soiuti. Hagi-Khalfa ebbe alle mani quest'opera, poichè ne trascrive le prime parole, com'ei suole. Dà anche uno squarcio della introduzione, dove Ibn-Kattâ' ricorda le 308 forme di nomi, tra sostantivi e aggettivi, date dal celebre grammatico Sibûweih, le aggiunte d'altri, e in fine le sue proprie. Dei masdar, ossia infiniti adoperati sostantivamente come noi diciamo l'andare., il fare ec., si erano notate 36 forme, e Ibn-Kattâ' le condusse a 100. Compi questo trattato in regeb del 513. Hagi-Khalfa, op. cit., tomo I, p. 146, nº 31.
[1345.] Soiuti, l. c. Hagi-Khalfa, op. cit., tomo IV, p. 94, nº 7714.
[1346.] Hagi-Khalfa, op. cit., tomo II, p. 190, nº 2429. Nondimeno Nawawi, The Biographical Dictionary, testo arabico, pubblicato dal Wüstenfeld, p. 126, attribuisce quest'opera all'altro siciliano Abu-Hafs-Omar-ibn-Khelef-ibn-Mekki. Ibn-Scebbat la cita a proposito della Sicilia, Biblioteca Arabo-Sicula, p. 212, senza dar il nome dell'autore.
[1347.] Hagi-Khalfa, op. cit., tomo V, p. 102, nº 10, 207.