“Oh se la mia patria fosse libera, tutta l'opera mia, tutto me le darei con immutabile proponimento.

Ma la patria come poss'io riscattarla dalla schiavitù nelle rapaci mani dei Barbari?

(Lo potea forse, quando) il suo popolo si straziava a gara in guerra civile, e ciascun legnaiolo vi gittava esca al foco?

(Quando) i congiunti non sentivano carità di parentela; bagnavano le spade nel sangue dei congiunti,

E (il popolo tutto insieme) avea lo stesso piglio d'una destra le cui dita non giochino l'un a seconda dell'altro?”[1458]

A tanta altezza di poesia giunse Ibn-Hamdîs! Con soave sentimento cantò d'amore; con leggiadria ed arte e abbondanza d'estro sopra ogni argomento ch'ei toccava. E se l'intemperanza orientale d'immagini, le antitesi, i bisticci, i vizii radicali della letteratura arabica tolgono a noi di collocarlo tra i sommi poeti, i critici di sua nazione il tenner tale,[1459] e in Occidente i suoi versi furono poco men citati che que' d'Imrolkais e di Motenebbi. Il critico Abu-Salt-Omeîa, che l'accusò di plagii, lo dicea ladro illustre, uso ad abbellire le idee rubate.[1460]

Dimorò in Affrica o Spagna il suo figliuolo Mohammed, più poeta del padre al dir d'Ibn-Bescirûn; ma i brevi saggi che ne dà, fan giudicare altrimenti.[1461] Soleiman-ibn-Mohammed da Trapani, oriundo di Mehdia stanziatovi, esule dopo il quattrocento quaranta (1048), erudito e scostumato, passò in Affrica, indi in Spagna; ove s'acconciò nelle corti di principi minori, e piacquero sue Kaside, e vi lasciò nome non oscuro.[1462] Più elegante poeta Abu-Sa'îd-Othmân-ibn-'Atîk, Siciliano, forse di Palermo come ogni altro di cui non si noti particolarmente la città natia, andò a dirittura in Spagna al conquisto normanno, a corte del rivale di Mo'tamid in lettere e munificenza (1054-1091), il principe d'Almeria Mo'tasem, della illustre stirpe dei Beni-Somâdih.[1463] Vissero al par nella seconda metà dello undecimo secolo poeti di Kasîde, i segretarii Hâscem-ibn-Iunis e Ibn-Kûni e Omar-ibn-Abd-Allah, dei quali si è detto;[1464] e un Ali-ibn-Abd-Allah-ibn-Sciami.[1465]

Ibn-Tazi, cultor di scienze e di lettere,[1466] facile ingegno ed umore bilioso, censor di vizii infangato in brutto costume egli stesso, va lodato tra i primi poeti satirici degli Arabi per vivacità di concetti, stile incisivo, e pur naturale, eleganza e grazia non infrequente.[1467] Ci avanzan di lui, dopo che li vagliavano Ibn-Kattâ' e Imâd-ed-dîn, da ottanta epigrammi, tra descrittivi ed erotici, se così possan chiamarsi, e satirici; ma sol di questi diremo. Dei quali è grave e lepido molto quel sopra i Sufiti;[1468] altri con lindura riprendono vecchi che tingeano i capelli,[1469] facce irsute di barba,[1470] e noiosi cantori:[1471] ed erano ridicolaggini del tempo. Su i vizii eterni dell'umana natura lanciò arguti motti ad avari.[1472] chiacchieroni,[1473] permalosi;[1474] nè perdonò ai difetti fisici:[1475] mise il dente ove potè a lacerare con rabbia, ed arrivò a chiamare l'umanità razza di vipere e cani.[1476] Ruzaik-ibn-Sahl, già nominato, toccò l'argomento con più misura e men poesia, nei soli versi che ci rimangon di lui.[1477]

Meritano i Kelbiti particolar menzione pria di continuare la lista dei poeti minori, perchè s'e' non arricchirono gran fatto il Parnaso siciliano, incoraggiarono e favorirono cui v'aspirasse. Dell'emiro Ahmed (953-969) si ricordano due mediocri versi con che si lagnava che in età avanzata nol curasser le donne: strana querela in bocca a principe musulmano.[1478] Cantò più lietamente d'amore Abd-er-Rahman-ibn-Hasan, intitolato emiro per onor di famiglia e Mostakhles-ed-dawla (L'eletto dell'impero) per oficio ch'avesse tenuto a corte fatemita in Egitto,[1479] Abu-Mohammed-Kâsim-ibn-Nizâr, detto anche emir, contemporaneo di Ahmed, poscia prefetto di polizia a Misr, ci attesta la puntigliosa superbia di sua gente in faccia anco al principe.[1480] Improvvisava l'emiro Giafa'r-ibn-Iûsuf qualche versuccio, e faceva ai poeti le carezze dell'asino.[1481] L'altro Giafa'r soprannominato Thiket-ed-dawla, figliuolo di Akhal, si scusava in rima delle promesse non compiute per la malignità di sua fortuna.[1482] Del dotto e audace Ammâr abbiam detto e de' suoi versi.[1483] Abu-Kasim-Abd-Allah-ibn-Selmân di gente Kelbita, si vantava con mediocre poesia d'amare e proteggere la virtù, esalava lamenti erotici, e attestava l'epoca in cui visse, dicendosi circondato da nemici che facean le viste d'ossequiarlo.[1484] Avanzò ogni altro Kelbita nel pregio dei carmi un Gia'far-ibn-Taib, che carteggiavasi con Ibn-Kattâ', n'ebbe lodi nell'Antologia siciliana e meritolle, come provano due squarci di Kasîda e qualche altro verso petrarchesco.[1485] Caduta la dinastia, que' che se ne divisero le spoglie, ambiron pur ad onori letterarii che noi non possiamo assentire: dico, il kaid Abu-Mohammed-ibn-Omar-ibn-Menkût,[1486] e il kaid Abu-l-Fotûh figlio del kaid Bodeir-Meklâti ciambellano, soprannominato Sind-ed-dwala, d'umor niente allegro.[1487] Fe versi anco Ibn-Lûlû, detto forse per errore principe di Sicilia.[1488] Nè sdegnava l'arte un prefetto di polizia di que' tempi, per nome Abu-Fadhl-Ahmed-ibn-Ali, coreiscita;[1489] nei cadi Abu-Fadhl-Hasan-ibn-Ibrahim-ibn-Sciâmi, della tribù di Kinana,[1490] Abu-Abd-Allah-Mohammed-ibn-Kâsim-ibn-Zeid, della tribù di Lakhm,[1491] e Ahmed-ibn-Kâsim già ricordato.[1492]

Perchè il verseggiare è facile quando non si badi alla poesia del concetto, e l'aiuti un linguaggio classico che risuona sempre agli orecchi, una certa educazione letteraria, qual ebbero in quell'età tutti i Musulmani che non nascessero proprio dal volgo, e l'uso generale vi sospinga, come avvenne nei tempi della nostra Arcadia. Di quei che trattarono argomenti morali non spiccando altrimenti per bellezze di forma, noteremo quel solo che possa giovarne, cioè com'intendessero la filosofia pratica della vita: gli uni a cantare il vino, le ballerine, i passatempi, che sono Abu-Bekr-Mohammed-ibn-Ali-ibn-Abd-el-Gebbâr oriundo di Kamûna in Affrica,[1493] Abu-Ali-ibn-Hasan-ibn-Khâlid, il Segretario,[1494] Abu-Abbâs-ibn-Mohammed-ibn-Kâf;[1495] gli altri austeri, fissati nell'altra vita e spregianti quella che fruivano di presente, come Abu-Hafs-Omar-ibn-Hasan-ibn-Setabrîk, devoto di grido,[1496] Abu-l-Kârim-Ahmed-ibn-Ibrahim Waddâni,[1497] e i già ricordati Abu-Ali-Ahmed-ibn-Mohammed-ibn-Kâf il Segretario,[1498] Ibn-Mekki,[1499] Abd-er-Rahman-ibn-Abd-el-Ghâni,[1500] Atîk,[1501] il Siracusano Ibn-Fehhâm,[1502] Ali-Waddâni.[1503] D'altri abbiamo descrizioncelle, epigrammi sui quali poco o nulla è da notare. Abu-Mohammed-Abd-el-Azîz-ibn-Hâkem-ibn-Omar, della tribù iemenita di Me'âfir, dettò qualche verso sui corpi celesti.[1504] Abu-l-Feth-Ahmed-ibn-Ali-Sciâmi è lodato dall'autore dell'Antologia siciliana, il quale gli domandò alcuni versi per metterli nella raccolta;[1505] Ruzaik-ibn-Abd-Allah fu perseguitato sì ostinatamente dalla povertà, che una volta donatagli da gran personaggio una borsa d'oro, tornando a casa tutto lieto, trovò che un ladro gliel'avea svaligiata, e sfogò il dolore in rime.[1506] Il Segretario Ibn-Kerkûdi è detto poeta di vaglia da Ibn-Kattâ'; ma dai versi non me ne accorgo.[1507] Alla lista vanno aggiunti: Abu-Hasan-Sikilli,[1508] Abd-el-Azîz-Bellanobi, fratello d'Ali,[1509] il Segretario Abu-Abd-Allah-Mohammed-ibn-'Attâr,[1510] Abd-el-Wehâb-ibn-Abd-Allah-ibn-Mobârek,[1511] Abu-Hasan-ibn-Abd-Allah da Tripoli o Trapani,[1512] Abu-Mohammed-Abd-Allah-ibn-Mekhlûf lo Scilinguato,[1513] e il Segretario Ibn-Sir'în,[1514] dei quali ci rimangono pochissimi versi o nessuno. Ci sono occorsi trattando d'altri studii, e abbiam detto del merito che loro s'attribuisca in poesia, Kholûf da Barka,[1515] Ibn-Abd-el-Berr,[1516] Gia'far-ibn-Kattâ',[1517] Dami'a,[1518] Ja'kûb Roneidi,[1519] Ali-ibn-Hasan-ibn-Habîb,[1520] Ibn-Sados,[1521] Taher-Rokbani,[1522] e il costui figlio Ali,[1523] Othman-ibn-Ali da Siracusa,[1524] Ali-ibn-Waddani,[1525] Abd-Allah-ibn-Mosîb,[1526] Ibn-Kereni,[1527] ed Abu-Bekr-Mohammed.[1528]