[275.] Il nome di costui si legge nel Baiân, tomo I, p. 129.
[276.] Ibn-el-Athîr e Ibn-Khaldûn, ll. cc.
[277.] Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 12.
[278.] Idem, p. 13, e Chronicon Cantabrigiense, presso Di Gregorio, p. 44.
[279.] Ibn-el-Athîr e ibn-Khaldûn, ll. cc.
[280.] Baiân, tomo I, p. 158 a 172.
[281.] Il solo cronista che racconti questo episodio adopera qui una voce che può significare: “suppose o diede a credere.”
[282.] Al dir dei cronisti, più degni di fede, lo Sciita fu assassinato di febbraio 911. Il tumulto di Palermo accadde nella state seguente o più tardi; poichè Ibn-abi-Khinzîr, venuto d'agosto 910, andò all'impresa di Demona nella primavera o nella state del 911.
[283.] Sâheb-el-Khoms. Per errore del Caruso (Chronicon Cantabrigiense, an. 6421), seguito dal Di Gregorio, dal Martorana e dal Wenrich, questo titolo di oficio fu tradotto “Signore d'Alcamo:” ed è sbaglio da non perdonarsi ad orientalista. M. Caussin, che v'era caduto anch'egli, cercò di correggerlo nella versione francese del Nowairi, pubblicata in Parigi, p. 24.
[284.] Si confrontino: Ibn-el-Athîr, an. 296, MS. A, tomo II, fog. 198 verso; MS. C, tomo IV, fog. 290; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 12, 13; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 159. I particolari del tumulto e il governo provvisionale di Khalîl son riferiti dal solo Nowairi. Ho seguíto quest'ultimo per la data dell'arrivo di Ali-ibn-Omar in Sicilia.