Tuta quibus contra Siculos sua turba maneret,

Addidit et puteos, alimentaque commoda castris.

Obsidibus sumptis aliquot, castris due paratis.

Malaterra, lib. II. cap. XLV. Amato, lib. VI, cap, XXIII; Anonimo Duo fortissima castra, alterum juxta mare, alterum in loco qui dicitur Galea (corr. Galca), presso Caruso, Bibl. Sic., p. 846. e nella traduzione francese, lib. I, cap. XXII. Amato e il Malaterra dicono d’una sola fortezza, senza dubbio l’Halka che era la più importante.

[315]. Pirro, Sicilia Sacra, p. 69 e 1369.

Nel primo de’ citati luoghi il Pirro fa menzione anco della chiesa di San Pietro e Paolo accanto il Castellamare di Palermo, fabbricata per ordine di Roberto e compiuta il 6589 (1081) come l’attestava una iscrizione greca. Ecco dunque le due cappelle destinate a’ presidii delle due fortezze.

La citata concessione di beni nel territorio di Mazara fu fatta senza dubbio avanti il partaggio definitivo dell’isola, nella quale Mazara toccò al conte Ruggiero.

[316]. Fazello, Deca Iª, lib. VIII, cap. I, e Deca IIª, lib. VII, cap. I.

La Cronaca Amalfitana, presso Muratori, Antiq. ital., tomo I, p. 214, e Romualdo Salernitano, anno 1076, dicono finita in quel torno da Roberto la chiesa di Santa Maria Vergine in Palermo.

[317]. Amato, Malaterra, Guglielmo di Puglia, ll. cc.