«Nella stessa parte del globo l'Australia sorge, o meglio si può dire è sorta, in un grande centro d'incivilimento, che, in qualche remotissimo periodo, dominerà come regina l'emisfero meridionale. È impossibile ad un inglese di vedere quelle lontane colonie senza provare un senso di sommo orgoglio e di grande sodisfazione. La bandiera inglese sembra portar seco, come certa conseguenza, la ricchezza, la prosperità e l'incivilimento.
«In conclusione mi sembra che nulla può essere più utile ad un giovine naturalista di un viaggio in paesi lontani. Esso rende più acuto e mitiga in parte quel bisogno e quel desiderio, che, come osserva sir J. Herschel, sente un uomo, quantunque ogni bisogno del suo corpo sia pienamente sodisfatto. L'eccitamento per la novità degli oggetti e la probabilità di riuscita, lo stimolarono ad una crescente attività. Inoltre, siccome un numero di fatti isolati perde in breve il suo interesse, l'abito di far comparazioni conduce a generalizzare. D'altra parte, siccome il viaggiatore rimane solo un breve tempo in ogni luogo, le sue descrizioni debbono essere in generale semplici abbozzi, invece di essere osservazioni particolareggiate. Quindi ne viene, come ho provato a mie spese, una costante tendenza a riempire i larghi vani del sapere, con ipotesi trascurate e superficiali.
«Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche caso raro, non tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare de sè, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza, ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia sono pronte a prestargli il più disinteressato aiuto.»
VII
I primi navigatori che percorsero le sterminate distese dell'oceano Pacifico e anche dell'oceano Indiano lungo la zona equatoriale provarono un'immensa meraviglia nel vedere certe isole di una foggia al tutto inaspettata e singolarissima. L'isola è come un grande anello rotto in una qualche parte in modo che rimane una comunicazione fra l'interno e il difuori. Sul cercine è una vegetazione in cui campeggia l'albero del cocco; l'interno della laguna è di un'acqua tranquilla e limpidissima, mentre urtano fuori i cavalloni furiosi contro la spiaggia e splende su tutto la volta azzurra del cielo. Gli uccelli volanti e le correnti marine portano a quelle spiaggie varie sorta di semi, talora un tronco d'albero o un viluppo di tronchi natanti sulla corrente vi approdano portando vivi animaletti terragnoli che vi si propagano, e anche una qualche grossa pietra silicea, prezioso materiale all'uomo che vive su quella sorta d'isole singolari e non ha che una materia minerale friabile e poco resistente nel materiale che la costituisce.
Fin dal 1605 Francesco Pyrard, di Laval, in faccia a quelle singolari isole cui venne dato il nome di atolli, esclamava:
«C'est une merveille de voir chacun de ces atolles, environnés d'un grand banc de pierre tout autour, n'y ayant point d'artifice humain.»
Talvolta si ha, invece dell'atollo, una scogliera, cioè una grande striscia del materiale medesimo che costituisce l'atollo, la quale sta al davanti di una spiaggia, sovente per un lunghissimo tratto, limitando fra la spiaggia e il mare aperto una laguna coll'acqua limpida e tranquilla al riparo delle onde dell'aperto mare.