Molti anni dopo, addì 8 ottobre 1864, egli scriveva a Ernesto Haeckel:
«Nell'America del sud, tre classi di fenomeni fecero sopra di me una viva impressione; primieramente, il modo in cui certe specie, vicinissime, si succedono e si rimpiazzano a mano a mano che si va dal nord al sud; in secondo luogo, la prossima parentela delle specie che abitano le isole del littorale dell'America del sud e di quelle che sono proprie di quel continente; ciò mi stupì grandemente, come la varietà delle specie che abitano l'arcipelago delle Galapagos, vicino alla terra ferma; in terzo luogo, i rapporti stretti che collegano i mammiferi sdentati e i rosicanti del nostro tempo colle specie estinte della medesima famiglia. Io non dimenticherò mai la sorpresa che provai nel dissotterrare un avanzo di un gigantesco armadillo analogo all'armadillo vivente.
«Riflettendo su tali fatti, comparandoli con altri dello stesso ordine, mi parve verosimile che le specie vicine potrebbero ben essere la posterità di una forma antenata comune....»
Ritornato dal suo viaggio, il Darwin si trovava in cattive condizioni di salute per le grandi fatiche patite e soprattutto pel mal di mare che sempre aveva sofferto in modo straziante. Le conseguenze di quel viaggio rispetto alla sua salute gli si fecero sentire per tutta la vita. Ebbe sempre una certa difficoltà nel digerire e, se potè campare a lungo e lavorar tanto, ciò fu dovuto alla vita regolata che egli seppe menare, cercando ogni suo conforto là dove sempre si trova, nel lavoro intellettuale e nell'esercizio del bene.
A Londra prese, appena ritornato, ad occuparsi delle sue collezioni. Nel 1837 andò a Cambridge, dove aveva ottenuto soltanto il grado di baccelliere, e prese quello di maestro nelle arti, che, siccome ho già detto, è a un dipresso equivalente alla laurea in filosofia che si dà in Germania. Poi andò da un suo zio, nello Straffordshire, e sposò sua cugina Emma Wegdwood, che gli diede una degna figliuolanza e gli fu degna compagna.
Dico che Emma Wegdwood fu degna compagna a Carlo Darwin, e dico ciò non per modo di dire, ma come cosa positiva e meritevole di essere riferita. Emma Wegdwood, donna veramente rara per altezza d'animo, per verecondia, per bontà, fu degna di Carlo Darwin, del quale seppe comprender tutta la grandezza non soltanto intellettuale ma anche morale, e a cui si pose in faccia come un diamante limpidissimo in faccia a un raggio di sole.
Il Balfour, che doveva morire così poco tempo dopo il Darwin e in così giovane età, in modo tanto inaspettato e doloroso e con tanto grave danno della scienza, quando morì Carlo Darwin esclamò:
—Si è spezzata la meglio unita famiglia di tutta l'Inghilterra!
Nell'anno 1842 Carlo Darwin pose la sua dimora nel piccolo villaggio di Down, presso Beckenam, nella contea di Kent, e vi passò tutto il rimanente della sua vita, quarant'anni, di cui non so se nella storia dell'umanità si possano annoverare altri più degnamente vissuti.
Facciamogli una visita.