No; il Parini non poteva essere, se non a questo modo beffardo, il poeta di costoro, indegni della sua lirica ch'egli serbava a spronare i reggitori al risanamento della città; serbava a lodare chi o si facesse propagatore fra noi di utili rimedî o amministrasse la giustizia con indulgenza sapiente; a dare eletti consigli; a manifestare l'ammirazione per la bellezza; a darsi il nobile vanto d'una vita e d'un'arte incontaminate. Ma la sua satira non è veleno che voglia uccidere; è caustico che vuol bruciare le pustole e salvare le membra. Quell'aristocrazia, ch'egli vede putrefatta, non fu sempre così, non v'ha ragione perchè sia sempre così; dà invece alcun segno di risanamento. Ecco eruditi ed economisti rompere ormai l'ozio, accordarsi tra loro in società proficue a tutta la cittadinanza, pronunziare, preparare essi medesimi tempi migliori. E il governo di Maria Teresa vede di buon occhio quel moto, lo incoraggia, lo affretta, lo seconda. Quello era il tempo di batter forte e sicuro. La satira, che fa sempre l'ufficio di piccone a rovinare le mura crollanti, fin che sia tolto di mezzo l'ingombro e il pericolo, venne dunque anche quella volta opportuna, sebbene alcuno di que' valenti cui dava mano gagliarda non si accorgesse lì per lì dell'aiuto e capisse male l'animo e l'intenzione del picconiere.

V.

Era di moda il poema didattico. Alla scioperataggine artistica sembrava gran che saper descrivere tutto, insegnare tutto, in una serie di sillabe numerate e regolate da accenti. La versione del poema di Lucrezio, condotta con tanta eleganza dal Marchetti, aveva dato a quel genere fallace un impulso nuovo; e di tutto lo scibile ecco fatti maestri i verseggiatori, dalle leggi che regolano il moto dei pianeti all'accortezza con la quale giova inzuccherarsi le fragole. Le dame e i cavalieri si erudivano così, durante la pettinatura, su libri che avevano le apparenze dell'arte. Già nel 1719 un patrizio pisano aveva messo in versi tutto quanto il Cuoco in villa; dove potreste imparare a far minestra di triglie, o burro di mandorle, o salsa di gelsomini sopra il pesce fritto, da ricette di endecasillabi che hanno talvolta, per curioso incontro del serio con l'ironico, intonazione pariniana:

Or queste son le file onde si ordisce

De' pasticcini tuoi la tela industre.

Il Parini, che vuole ammaestrare, lascerà ad altri poi la cura di sdottoreggiare a quel modo in poemi didattici sull'educazione: egli fingerà, soltanto, di accettare dalla moda le forme; dentro esse forme infonderà lo spirito sarcastico che ha visto far mirabile prova nelle satire latine del Sergardi, del Lucchesini, del Cordara. Piace, per esempio, la Coltivazione del riso in endecasillabi sciolti, leggiadra opera del marchese Spolverini? Vi do, par ch'egli dica, vi do anch'io un poema didattico, L'educazione del gentiluomo; e sarò anch'io un versiscioltaio come vuole la moda. Ma quel ch'egli dice veramente è questo:

Spesso gli uomini scuote un acre riso,

Ed io con ciò tentai frenar gli errori

De' fortunati e de gl'illustri, fonte

Onde nel popol poi discorre il vizio.