Ogni teoria, ogni autore d'una teoria vengono in proprio tempo e luogo. A questa storia del pensiero non poteva sottrarsi Vico che la costruì. Gli anacronismi non sono dunque nella storia del pensiero ma delle infermità umane.
“ Dunque Vico fu inteso ed ebbe, nel suo tempo, seguaci i Vichisti.„ Così disse Poli e negò il fatto.
“ Vico non fu inteso, perchè la sua storia delle idee umane presupponeva una metafisica della mente umana, che venne di poi.„ Così disse Spaventa e negò la teoria.
I vichisti contemporanei di Vico sono una favola; ed è un errore affermare che un sistema possa derivare da una dottrina che nascerà dopo. Le antecedenze di Vico non si troveranno in Germania presso Kant, ma si trovarono in Italia e nel terzo periodo del Rinascimento. Anche ad ammettere che sia venuto dopo chi lo abbia chiarito ed integrato, ci aveva ad essere prima chi gli aprì la via e gl'indicò la traccia. La famosa proles sine matre nata possiamo lasciarla all'enigma del Macduffo shekspeariano.
Insomma, raccogliendo il mio pensiero in forma chiara, vo' dire che Vico fu piuttosto non approvato che non inteso, perchè non la teorica mancò a lui ma la prova di fatto, quella appunto che più gli bisognava; non fu giudicato oscuro ma incerto; e non fu, quindi, un anacronismo, ma un solitario.
E i solitarii non sono eccezioni, sono pensatori che entrano nella categoria di coloro che hanno larghe visioni e piccola prova. Vico, in fatti, fece correre la storia ideale eterna sopra un piano angusto — sul vecchio mondo greco-latino — e con poche fonti, fra le omeriche e le dodici tavole. Intuizione immensa e prova scarsa.
La grandezza e novità dell'intuizione fu intesa da tutti; la povertà della prova consigliava riserbo ed aspettazione di altri fatti. Aspettiamo la prova: ecco la solitudine intorno a Vico.
Aspettiamo la prova: non si poteva dire così a Copernico e a Galileo, nè a Cartesio ed a Spinoza. In Vico è immediatamente visibile la sproporzione tra l'immensità dell'intuizione e la portata de' fatti.
Se non dunque da' fatti, donde ei trasse l'intuizione che è il titolo unico della sua gloria?
Non da Cartesio che aveva respinto — vano ingombro alla memoria — la storia e le lingue; nè dal primo sè stesso, che nell' Antichissima Sapienza aveva attribuito parlari filosofici alle origini umane. Nella Scienza Nuova dimostra invece che il cammino dell'uman genere non comincia da concetti filosofici, ma da grossolane immagini. Dal senso si comincia, si sale alla fantasia, si arriva alla ragione; ed a questi tre gradi della mente rispondono tre età, che egli chiama tempi divini, tempi eroici, tempi umani.