A Catania, mercè il tenue versamento di centesimi 15 per settimana, si praticava l’assicurazione collettiva, mercè la quale alle famiglie dei socî che morivano venivano date L. 400. Sino allo scioglimento del sodalizio la cassa fece fronte ai suoi impegni; ma avrebbe potuto continuare per lo avvenire, se non avessero fatto meglio i calcoli e non avessero tenuto conto esatto delle tavole di mortalità?

Non poche ed inconsulte furono le spese per le inaugurazioni dei gonfaloni; e non poche volte ho assistito a banchetti relativamente luculliani, che ho biasimato con tutte le mie forze.

Lo spagnolismo in Sicilia s’impone anche tra i lavoratori!

I FASCI E IL PARTITO ITALIANO

Molti dei Fasci erano ascritti al Partito italiano dei Lavoratori e s’inspiravano alla intolleranza e al fanatismo della chiesa di Milano; alcuni, per così dire, erano indipendenti specialmente se erano sorti per ragioni locali. Vera direzione centrale non c’era per quanto il Fascio di Palermo aspirasse a tale onore e facesse di tutto per meritarlo. La Lotta di Classe di Milano penetrava in qualche luogo e vi esercitava la sua azione; in molti altri, il giornale prediletto era La Giustizia sociale, che seguiva il metodo della prima, di Palermo; L’Unione di Catania, Il Mare di Trapani erano giornali settimanali diffusi nelle rispettive provincie e redatti con criterî più conformi alle condizioni locali.

Per la propaganda, più che sui giornali—essendo grandissimo in Sicilia il numero degli analfabeti—si contava sulle conferenze, sulle amichevoli conversazioni, sulle feste da ballo alle quali partecipavano le famiglie dei socî, e che riuscivano splendide—anche dal lato economico—in Catania, e sul teatrino socialista di Palermo, istituzione che se avesse trovato scrittori ed interpreti adatti avrebbe potuto dare buoni frutti.[5]

NOTE:

[2] Il Sonnino fin dal 1876, nel suo libro sui Contadini in Sicilia, che dovrò citare ripetutamente, aveva rilevato che le condizioni delle donne non erano adatte a farle partecipare ai moti sociali.

[3] Il Marchese di Montemaggiore colla morte del padre divenuto principe di Baucina pare abbia cambiato improvvisamente di opinione.