È da notarsi che non pochi degli organizzatori dei Fasci appartenevano alla classe borghese; alcuni sono agiatissimi, come il Ballerini; pochi ricchissimi vengono dall’alta aristocrazia, come il marchese di Montemaggiore e il principe di Cutò.[3]

LA COSTITUZIONE DEI FASCI

L’organizzazione era abbastanza semplice e logica. Dove i soci erano numerosi, vennero divisi secondo le arti e i mestieri e ciascun gruppo aveva la sua speciale bandiera; vi erano anche delle squadre coi rispettivi capi per quartieri.[4]

Ogni Fascio aveva il suo rosso gonfalone con qualche altro particolare emblema; e quel benedetto rosso che scioccamente dà ai nervi delle autorità politiche, ha dato luogo a pericolose colluttazioni, ad arresti e processi. Ogni socio, nelle feste, portava una coccarda rossa, ed i capi una fascia pure rossa: bisognava vedere con quanta fierezza la indossavano i contadini e gli operai nelle solenni occasioni.

Non pochi Fasci avevano la fanfara, composta quasi sempre di reduci dall’esercito, che vi avevano portato il sentimento della disciplina, unito ad entusiasmo e attività notevoli. La fanfara, talvolta discreta, serviva a richiamare l’attenzione delle donne, destava l’invidia di molti e pur troppo somministrò occasione a numerose contravvenzioni alla legge reazionaria di pubblica sicurezza, le quali costrinsero i poveri soci o a pagare o a scontare le non piccole multe col carcere. Ajutarono moltissimo la propaganda le passeggiate da un paese all’altro, abilmente organizzate, che sviluppavano elevati sentimenti di solidarietà e davano ai lavoratori coscienza della propria forza.

Nelle sedi dei Fasci sulle pareti vi erano grandi striscie di carta con motti significativi di Marx, di Lassalle, di Bovio, di Hugo, di L. Blanc ecc. Non di rado vi si trovavano i ritratti di Marx, di Mazzini, di Garibaldi, del Re e della Regina. Il Rossi della Tribuna, ed io stesso, in alcuni luoghi non trovammo sul tavolo che un Cristo col suo lumicino, che costituiva tutto l’ornamento del luogo; e confesso che tanta semplicità impose a Rossi ed a me, e di più doveva imporre a contadini ed operai, tra i quali è ancora vivo il sentimento religioso e che si esaltano maggiormente quando si parla loro in nome del Nazzareno.

DEBOLEZZA ECONOMICA

I socî pagavano un tenuissimo contributo mensile e settimanale, che variava da luogo a luogo, ma che non oltrepassava una lira al mese. Le casse, come si può immaginare, non erano provviste e non avrebbero potuto far fronte alle spese ordinarie di amministrazione e molto meno a quelle straordinarie incontrate nell’aspra lotta col governo e colle classi dirigenti—se i più ricchi del partito non avessero fatto sacrifizî considerevoli. Soccorsi, ma in tenue misura, vennero dai socialisti del continente, della Germania, dell’Austria ed anche della Rumenia. Le scarse somme venute dall’estero, passarono per le mani del Prof. Labriola, che con vivo rammarico altra volta mi fece osservare che tra gli oblatori brillavano per la loro assenza i socialisti francesi. In qualche paese agricolo si fecero sufficienti provviste di frumento per opera di Presidenti e di soci preveggenti; ciò che consentì loro la resistenza, vittoriosa spesso, negli scioperi. Così a Corleone.

AVVERSIONE ALLE COOPERATIVE DEI FASCI

Alcuni Fasci praticavano il mutuo soccorso; altri avrebbero voluto fondare casse di resistenza, ma i mezzi erano del tutto inadeguati ai fini; si accennò qua e là, a cooperative di consumo, che fecero cattiva prova a Catania, dove cercarono sostituirvi dei prezzi di favore con particolari venditori di oggetti di consumo; scioperi inconsulti furono tentati ed una cooperativa di produzione ebbe vita per poco tempo in Palermo e finì miseramente. Erano pochissime le cooperative di lavoro, in conformità della legge dell’11 Luglio 1889, che avrebbero potuto dare eccellenti risultati. Ma non c’è da meravigliarsene perchè erano malviste dalle amministrazioni locali, che preferiscono tuttavia confidare i lavori agli appaltatori prediletti, dando luogo a sospetti, non sempre infondati, d’illecite partecipazioni ai lucri per parte degli amministratori.