L’agitazione presente è il portato doloroso, necessario, di un ordine di cose inesorabilmente condannato, e mette la borghesia nella necessità o di seguire le esigenze dei tempi o di abbandonarsi a repressioni brutali.
In questo momento solenne, mettiamo alla prova le declamazioni umanitarie della borghesia, e in nome vostro chiediamo al governo:
1º Abolizione del dazio sulle farine;
2º Inchiesta sulle pubbliche amministrazioni della Sicilia, fatta col concorso dei Fasci;
3º Sanzione legale dei patti colonici deliberati nel congresso socialista;
4º Sanzione legale delle deliberazioni del congresso minerario di Grotte e costituzione di sindacati per la produzione dello zolfo;
5º Costituzioni di collettività agricole e industriali, mediante i beni incolti dei privati e i beni comunali dello Stato e dell’asse ecclesiastico non ancora venduti, nonchè espropriazione forzata dei latifondi, accordando temporaneamente agli espropriati una rendita annua che non superi il 3% del valore dei terreni;
6º Concessione di tutti i lavori, delle pubbliche amministrazioni e di quelle dipendenti o sussidiate dallo Stato, ai Fasci dei lavoratori senza obbligo di cauzione;
7º Leggi sociali, che basandosi su di un minimo di salario ed un massimo di ore di lavoro, valgano a migliorare economicamente e moralmente le condizioni dei lavoratori;
8º Per provvedere alle spese necessarie per mettere in esecuzione i suddetti progetti; per acquistare strumenti da lavoro tanto per le collettività agricole quanto per quelle industriali: per anticipare alimenti ai soci e porre le collettività in grado di funzionare utilmente, stanziare nel bilancio dello Stato la somma di venti milioni di lire.