Si comincia col reale decreto del 3 gennajo 1894, contro firmato dal Consiglio dei ministri col quale si proclama lo Stato d’assedio in tutte le provincie della Sicilia; vi si nomina Regio Commissario straordinario con pieni poteri il tenente generale Morra di Lavriano e della Montà, comandante il XII Corpo di armata.

I PRIMI ARRESTI

Il regio Commissario si pone subito all’opera e nello stesso giorno fa arrestare i membri del Comitato Centrale dei Fasci: on. G. De Felice Giuffrida, Avv. G. Montalto, avv. Francesco De Luca, e Nicola Petrina.

Un membro del Comitato, l’avv. L. Leone, sfugge alle ricerche della polizia e ripara a Malta; Bosco, Barbato e Verro, vengono arrestati dopo qualche tempo, mentre cercavano riparare all’estero; ma quasi a compenso di queste prede mancate venne arrestato l’avv. F. Maniscalco, che del Comitato non faceva parte e ch’era semplicemente direttore della Giustizia sociale.

Per poter calcolare l’opportunità e la giustizia di questi primi arresti si deve notare che alla vigilia il Comitato Centrale dei Fasci si era riunito in Palermo e dopo una discussione lunghissima ed animata, con maggioranza di sei contro uno, aveva deciso di non promuovere la insurrezione, ma di lanciare un manifesto ai lavoratori.

UN MANIFESTO CRIMINOSO

Il quale potrà essere tutto, meno che criminoso e non potrà mai servire a mascherare le intenzioni di chi lo tolse a pretesto per fare arrestare coloro che lo redassero e lo sottoscrissero.

Il manifesto è il seguente:

Lavoratori della Sicilia!

«La nostra isola rosseggia del sangue dei compagni che sfruttati, immiseriti, hanno manifestato il loro malcontento contro un sistema dal quale indarno avete sperato giustizia, benessere e libertà.