Questa storia dei processi innanzi i Tribunali di guerra meriterebbe essa sola un volume tali e tanti sono gli episodî drammatici, e le iniquità. A me s’impone di terminarla e la chiudo con l’accenno a due altri notevoli processi.

IL PROCESSO LOMBARDINO

Uno dei primi condannati fu Mariano Lombardino; e il suo caso, giusto perchè dei primi, fece molto rumore e molta impressione in Italia.

Lombardino era soldato, e al 2 gennaio trovavasi in licenza nella sua natia Gibellina. Un solo soldato del 10º fanteria, certo Corsi, disse di averlo conosciuto tra i tumultuanti, che tentarono di disarmarlo. Il Corsi evidentemente era in buona fede; ma potè ingannarsi in un momento di eccitamento eccezionale e fra migliaia di persone, che lo circondavano e lo investivano, fra tante fisonomie tutte a lui sconosciute. Era facilissimo l’errore, perchè Lombardino rassomigliava molto ad un certo Panzarella—proprio uno degli uccisi!—e la rassomiglianza era tale che una volta gli procurò un arresto per espiare una colpa commessa dal Panzarella.

Lombardino si protesta innocente con voce e con gesti, che commovono gli astanti e il suo difensore l’egregio e buon capitano Piccoli, fece sforzi eroici per salvarlo. Lombardino aveva citato parecchi testimoni a sua difesa per provare l’alibi; ma una donna viene condotta in camera di sicurezza e minacciata di processo per falsa testimonianza, perchè aveva deposto a favore dell’imputato. Tre altri testimoni, che possono provare l’alibi sono assenti e il Tribunale respinge il rinvio richiesto con calore dalla difesa; e lo respinge quando su Lombardino pesava l’accusa di alto tradimento,—sulla fede di un solo testimonio—che viene punita colla fucilazione!

Il Tribunale, però, se è inesorabile non manca di umanità e trova modo di escludere l’alto tradimento e condanna a 20 anni di reclusione. Lombardino, che aveva pianto e protestato durante l’udienza, quando sentì pronunziare la condanna a ciglio asciutto esclamò: per quanto è vero Iddio sono innocente! e chinò il capo e non profferì più una parola. Il capitano Piccoli si dette dei pugni sulla testa.

Perchè fu così inesorabile e ingiusto il Tribunale? Ecco qua: era uno dei primi processi; non bisognava discreditare le istruttorie; si doveva dare un esempio; si trattava di un soldato... Eppoi, eppoi... Lombardino era stato dal rapporto dei carabinieri di Gibellina designato come individuo sospetto... perchè nulla tenente. Oh milioni di proletarî d’Italia: voi siete sospetti perchè nulla tenenti, onde la galera è per voi!

IL PROCESSO CURATOLO

L’ultimo tra i processi minori, di cui giova intrattenersi è quello del Prof. Vincenzo Curatolo da Trapani. Il Curatolo, intimo del compianto deputato Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propaganda socialista in Sicilia sia coi giornali, sia coi tentativi di associazione; l’averla continuata con ardore all’indomani della Comune lo rese oltremodo inviso alla borghesia di Trapani; egli però non si lasciò mai imporre dall’odio dei potenti, nè scoraggiare dalla pochezza dei risultati e rimase sulla breccia sino a tanto che negli ultimi tempi, insieme al Montalto, riuscì ad organizzare un vero partito socialista nella sua città natia. In Consiglio Provinciale rappresentava la vicina Paceco, dove aveva interessi e amici numerosissimi.

Nel periodo dei tumulti, fu dei più attivi nel frenarli e nell’arrestare le conseguenze del contagio psichico e nei giorni 1 e 2 gennaio il Prefetto Palomba, preso da tale spavento che lo fece piangere innanzi a diverse persone, lo richiese di consiglio e di aiuto, e della sua opera pacificatrice si disse lieto e grato. Questa circostanza risulta dal rapporto di chi lo denunziò e dalla sentenza.