Queste condanne e queste assoluzioni si spiegano e si completano, e darebbero occasione, se questo fosse un libro sistematico, a svolgere ampiamente e confortare la opinione di coloro i quali asserivano che i Tribunali e la cosidetta giustizia funzionano attualmente nello interesse esclusivo della borghesia per assicurare il trionfo di quelli, che Pietro Ellero—un Consigliere della Corte di Cassazione di Roma—chiama i vermi della cleptocrazia. Queste condanne e queste assoluzioni ribadiscono la tesi del Vaccaro, che crede: «ufficio delle leggi penali non essere stato sin qui quello di difendere la società, cioè tutte le classi, che la compongono; ma particolarmente gl’interessi di coloro in favore dei quali è costituito il potere politico, cioè dei proprietarî.»[67]
NOTE:
[61] La quistione delle istituzioni dei Tribunali militari in conseguenza della proclamazione dello Stato d’assedio oltre che nelle discussioni parlamentari fu esaminata dal punto di vista politico e specialmente giuridico in modo esauriente da Brusa: Della giustizia penale eccezionale. Torino 1894; Impallomeni: Cenni sul ricorso in Cassazione dell’on. De Felice Giuffrida e C. Palermo 1894; A. Pierantoni: La costituzione e la legge marziale, La legge e non l’arbitrio, Roma 1894. Una fiacca difesa dello Stato di assedio ed i Tribunali militari tentarono A. Muratori e Torquato Giannini: Lo Stato d’assedio e i Tribunali militari. Firenze 1894. Quando citerò tali autori mi riferirò alle sovraccennate pubblicazioni.
[62] In molti punti di questo capitolo e del seguente ho copiato integralmente o riassunto alcune pagine delle monografie dei professori Brusa e Impallomeni. Della loro esposizione e dei loro giudizî di preferenza mi son valso per la grande autorità loro nelle discipline penali e perchè nulla hanno di comune coi socialisti e coi repubblicani. Alle loro parole talora ho apportato queste modificazioni: il primo si riferisce al processo Molinari e il secondo al processo De Felice e C. Io le ho applicate ai processi tutti che si sono svolti in Sicilia innanzi ai Tribunali di guerra per la identità delle situazioni tra i primi e gli ultimi.
[63] Come anima di un Fascio, in mancanza di altro motivo venne condannato l’egregio giovane Eugenio Bruno da S. Caterina. Ma il Tribunale militare di Caltanissetta lo condannò a sei mesi.
[64] Tra i casi veramente tipici e recenti dell’asservimento della magistratura si deve registrare quello confessato dal Prefetto Municchi—ex magistrato—nella causa Nasi-Cavallotti. La ingenuità colla quale il Municchi, che passa per una cima, confessò di essersi prestato da magistrato alle voglie dell’on. Morana, ex-sottosegretario agl’interni, è prova, che il fatto è normale e notorio per quanto brutto.
[65] Ricordo con vivo compiacimento il Tribunale penale di Caltanissetta, che durante il 1893 ed anche dopo proclamato lo Stato di assedio, in parecchie occasioni, seppe con maggiore costanza dimostrare la propria indipendenza.
[66] Come attenuante per la magistratura siciliana qualcuno mi ha esposto questo tipico argomento: i processi che si svolsero innanzi i Tribunali militari furono istruiti... come sappiamo, perchè la magistratura credeva che una amnistia sarebbe venuta in tempo a troncarli. Quando essa si accorse che si voleva andare sino in fondo non potè più rifare sul serio ciò che era stato imbastito quasi per burla..... Ed avvenne quello che avvenne e di cui si avrà più completa conoscenza nel seguente capitolo.
[67] Genesi e funzioni delle leggi penali. Roma 1889. Questa tesi viene sostenuta con parole analoghe da Pellegrino Rossi, Pietro Ellero, Mausley, Letourneau, De Greef e da altri illustri scienziati; dal diritto penale venne applicata al diritto civile da Menger, Salvioli, Bechaux, Loria, De Championniere ecc., che ritengono tutti gli aforismi giuridici essere stati esclusivamente redatti a vantaggio dei ricchi e dei più forti e a disprezzo della giustizia e dell’equità.
Nel testo l’ho presentata colle parole del Vaccaro, perchè la scienza in questo quarto d’ora è sospetta, e perchè il Vaccaro non è solo un cultore della scienza, ma è anche il Segretario del Ministro della Presidenza e perciò non può considerarsi come un pericoloso sobillatore... L’egregio Prof. Alimena metterebbe meno impegno a combattere il Vaccaro se dovesse scrivere l’ottimo suo libro sui Limiti modificatori dell’imputabilità dopo le condanne di Sicilia e di Padova e le assoluzioni di Roma.