UN DIALOGO ... ISTRUTTIVO
Non basta, non basta! Ecco un dialogo istruttivo all’udienza del 28 Aprile:
Difensore Piccoli: Da che cosa arguisce il teste, che il Fascio di Piana dei Greci fosse così terribilmente provocatore?
Zumma, Delegato di P. S.: Dalla compattezza dei soci, i quali si fecero crescere tutti i baffi in seguito ad ordine del Barbato, il quale disse che sarebbero stati espulsi dal Fascio quelli che non avrebbero portato i baffi...
Il resoconto nota, che quando venne denunziato questo terribile indizio dei baffi il pubblico scoppiò in ilarità. Si rideva; ma con siffatti elementi si tolsero la libertà e i diritti civili a tanta generosa ed intelligente gioventù.
Ed ora viene il meglio. Un Marzullo, ispettore di P. S. in Palermo afferma che gl’imputati accordavano largizioni, sussidî, assegni a coloro, che lavoravano per la causa comune. Un Delegato, il Gallegra, riferisce che si è fatta una propaganda contro la monarchia e che i collettivisti avevano predicato la divisione della proprietà.[70] Un terzo ispettore, il Castellini, riconosce che il vero scopo del Comitato dei Fasci non fu mai il miglioramento morale e materiale dei lavoratori, ma il solo proprio tornaconto; che promettevano ai gonzi la divisione dei beni e che intanto fanaticando le masse ignoranti e spillando denari se la godevano da signori... De Felice, Bosco, Barbato e Verro, nulla tenenti, spendevano e spandevano come grandi signori in pranzi e bagordi senza sapersi ove trovavano il denaro....
BRAVI FUNZIONARII
Tutto ciò si legge testualmente nei rapporti di questi bravi funzionari, che devono applicare le leggi antianarchiche; e tutto ciò porta la stigmata della viltà, perchè venne scritto il 26 e 27 gennaio, quando lo stato di assedio era in vigore, quando gl’imputati erano in carcere; e venne scritto per uso e consumo della magistratura inquirente, che voleva del buono in mano per mandare in galera i socialisti. Ci fu un eroe, però, che non aspettò lo stato di assedio per denunziare i pericolosi sobillatori e le più pericolose cospirazioni: è il delegato di Bisacquino. Ecco il rapporto dell’ottimo signor Morandi, mandato in ottobre al suo superiore, il sottoprefetto di Corleone, in tutta la peregrinità del suo stile:
IL TRATTATO DI BISACQUINO
«Notizie sulla cospirazione del Comitato centrale esistente in Palermo, inspirata dai componenti di esso, da notizie partecipate da un gregario fin dall’ottobre 1893.