«11. Per ora si è concertato un moto rivoluzionario da verificarsi, o nell’atto in cui venissero sciolti i fasci, o nel prossimo inverno, perchè i socii del fascio potessero avere agio di approfittare coi saccheggi, e così poter campare fino all’epoca in cui insorgesse con la Sicilia il resto dell’Italia. Tale rivolta che precorrerebbe la generale, si limiterebbe alla sola provincia di Palermo, essendo questa ben preparata con armi in parti nostrane, in parte a retro-carica e a Wetterly, e già i soci del fascio attendono in segreto alla formazione delle cartucce;
«12. Si è stabilito che la corrispondenza dei cospiratori di tutti i fasci, venga affidata ad appositi pedoni espressamente scelti fra i più scaltri e fidi gregari, escluso il mezzo postale ed il telegrafo, con eccezione di quest’ultimo nei casi impellenti, ma con la preintelligenza fra i corrispondenti di specificare l’opposto di quello che si dovrebbe manifestare.
CERTEZZA ... METAFISICA
Questo rapporto è un brano di romanzo di Ponson du Terrail? è una farsa? è una realtà terribile e dolorosa? La ritenne cosa comica il sottoprefetto di Corleone, che non volle mandarla all’on. Giolitti come desiderava l’autore; e cosa lontanissima dalla serietà la ritenne l’avvocato fiscale Viesti in una interruzione fatta durante la mia deposizione. Altri invece, vi prestò piena fede; e il suo autore quando il 21 aprile fu richiesto in Tribunale se era sicuro che ciò che aveva scritto corrispondesse al vero, rispose: ne ho la certezza metafisica! E a domanda analoga aggiunge imperterrito: il trattato rivoluzionario fu sottoscritto in ottobre 1893.
Ebbene: Prefetti, Sotto-prefetti, Questori, Ispettori, Delegati, Carabinieri—che tanto gravi accuse lanciarono—d’onde e come ne acquistarono la certezza più meno metafisica?
LA SORGENTE DELLE NOTIZIE
La grande sorgente delle notizie è la vaga ed indeterminata voce pubblica; le esatte e metafisiche informazioni vengono da misteriosi quanto comodi confidenti. Qualche volta si tentò determinare meglio chi fosse la voce pubblica; e il tentativo non poteva riuscire più infelice pei suoi portavoce.
Viene un ricco proprietario di Palermo, il Barone Valdaura, chiamato dall’accusa e dichiara di saper nulla di nulla, meravigliandosi di vedersi citato. Un delegato Zummo riassume la voce pubblica di Piana dei Greci nel D. Carnesi, ma questi quantunque nemico personale di Barbato, interrogato, risponde che nulla disse mai direttamente al Delegato, che avrà saputo qualche cosa dai discorsi che correvano.
La voce pubblica afferma che Petrina in un dato giorno si trovava in Palermo a cospirare col Comitato dei Fasci, ma il signor Restivo viene a deporre, che proprio in quel giorno il Petrina stava nel suo ufficio di Procuratore del Re in Messina, per cose che interessavano la giustizia, e si può non credere ora alla ubiquità di Sant’Antonio? Nè sono le sole autorità governative a trincerarsi dietro la inviolabilità del segreto di ufficio; l’espediente per fare accettare come oro di coppella le proprie invenzioni è comodissimo e vi ricorrono anche i privati. Migliore, sindaco di Belmonte Mezzagno, ne dice tante e così grosse a carico degli imputati, negandosi a fare i nomi dei confidenti dai quali le aveva apprese, che il Tribunale si vede costretto per salvare la decenza, ad incriminarlo. Un Vernaci di Parco assicura in nome della voce pubblica che il Fascio locale aspettava comunicazioni per discendere armato a Palermo; ma incalzato dalla difesa a dare migliori prove dell’asserto conclude: Ma..... non so..... l’ho inteso a dire..... Però non mi risulta affatto.....
BEL MODO DI MANDARE IN GALERA I GALANTUOMINI