LA COSPIRAZIONE
Se l’accusa battè in ritirata su questo punto, insistette maggiormente nella imputazione di cospirazione politica per alcuni e di eccitamento alla guerra civile per tutti; precisamente i reati pei quali furono condannati i socialisti del processo mostruoso.
Furono condannati sì; ma contro ogni norma di diritto e contro tutte le risultanze di fatto.[72]
Anzitutto perchè ci sia la cospirazione, secondo il Codice penale, occorre il concerto stabilito e conchiuso, l’unicità dello scopo, la risoluzione di agire al fine di far sorgere in armi gli abitanti contro i poteri dello Stato e i mezzi idonei per raggiungere lo scopo. Tutto ciò, naturalmente, viene ammesso dall’ordinanza, dalla requisitoria della sentenza.
Esistevano, risultarono del processo questi estremi, che costituiscono la cospirazione? No!
L’esame dei documenti, che l’accusa ritenne decisamente compromettenti, esclude il concerto stabilito e conchiuso; e questi documenti vengono rappresentati dalle lettere di Cipriani e di De Felice e dal famoso cifrario.
Cipriani scrive a De Felice: «Se mai farai o tenterai qualche cosa, spero penserai a me.» Avrebbe potuto scrivere ciò se fosse stato a parte di una cospirazione e se cospirazione vi fosse stata?
Cipriani continua: «Dimmi qualche cosa.» Dunque egli non sa nulla! Cipriani gli annunzia «che sta sulle spine e che ha bisogno più di frenare se stesso, anzichè di frenare gli altri.» Non è evidente che De Felice lo aveva pregato di frenare gli altri?
C’è di più. Cipriani domanda a De Felice: «Perchè non scrivi? Eppure se i giornali non mentiscono vi sarebbe di che.» Non prova questo che il più temuto fautore della cospirazione apprende le notizie dai giornali piuttosto che dal complice?
La premura, la diligenza di un altro complice, viene luminosamente dimostrata da questo altro brano di una lettera dello stesso Cipriani a De Felice: