LE ARMI!

In quanto alle armi, nel nostro caso, le hanno cercate dapertutto e non le hanno mai e in nessun luogo trovate. Il questore Lucchese in un rapporto del 16 dicembre scrive:

«Il mio studio è rivolto a scovrire dove trovasi un deposito di armi e di materie esplodenti.» Ebbene egli studia ancora e non ha ancora trovato il deposito.

Sappiamo che non è stata più fortunata la polizia nella ricerca del denaro: ha cercato l’oro francese, e non ha trovato che la miseria grande onesta dei cospiratori.

E in quanto a questi mezzi idonei e determinati—alle armi e al denaro—la situazione viene brillantemente riassunta da una lettera di Cipriani nella quale egli dice: «Siamo senza un fucile, senza un centesimo!»

Qualche cosa, però, trovarono gli agenti della polizia, i magistrati, l’avvocato fiscale, i giudici del tribunale militare: un delegato trova certi pericolosi bastoni bianchi, un altro le coccarde dei socî dei Fasci; quello di Monreale trova l’acqua calda; l’eroe di Bisacquino scopre un vetterly; il comodo e misterioso signor Peter promette armi a De Felice.... già in carcere; l’avvocato fiscale vede i mezzi nella organizzazione dei lavoratori.

Contro i battaglioni serrati e contro i cannoni dovevano riuscire efficacissimi tali mezzi idonei e determinati; Turpin per distruggere gli eserciti non potrebbe inventarne di più terribili.

TRIBUNALE SAPIENTE

Non se ne accontentò che in parte il sapiente Tribunale di guerra—che in fatto di efficacia dei mezzi distruttivi se ne doveva intendere—e sentenziò: «è vana la ricerca delle armi, inutile il provare la mancanza di depositi di armi, vana la ricerca della maggiore o minore vendita di esse, perchè le risoluzioni si fanno anche senza armi, come s’è visto nei tumulti nei quali combatterono con bastoni e con sassi

Combatterono!