[78] Il Generale Morra, più sincero dell’on. Crispi, non esitò a indicare i criterî seguiti nello invio a domicilio coatto. Egli infatti nella circolare di commiato ai prefetti mette da parte ogni riserbo e dice: «Quello che più di tutto interessa si è che la mala pianta dei sobillatori, dei sovvertitori dell’ordine pubblico e delle istituzioni, che ci reggono, non abbia a ripullulare ed estendersi. Gran parte e i più pericolosi in questo genere sono stati allontanati, sia perchè condannati, sia perchè a domicilio coatto...»
[79] Il generale Corsi aveva già accennato alle esagerazioni sulle forze dei Fasci e sui pericoli temuti. A tempo opportuno—oggi potrebbe procurare molestie a molti—narrerò un episodio tipico, che darà la certezza della assoluta inesistenza della cospirazione della organizzazione delle forze dei Fasci e della attribuita preveggente azione dei capi. A coloro, che non hanno seguito con attenzione i fatti da me esposti o li hanno dimenticati, ricorderò, che questi miei giudizi sulle forze dei Fasci, sulle loro mire politiche, sugli intendimenti separatisti e antinazionali ec. ec. non li accampo oggi per comodità di difesa dei miei amici; ma li precisai con crudezza di verismo, che dispiacque a molti, che credevano utile alla propaganda ogni esagerazione, e nella Grande Revue del gennajo 1893 e nella Rivista popolare di Roma e nel Secolo di Milano e nel Giornale di Sicilia di Palermo nello stesso anno e molti mesi prima, che si arrivasse ai tumulti—da me preveduti e preannunziati—che provocarono lo stato di assedio e la repressione.
[80] Ciò che avviene in fatto di liste colla nuova legge elettorale fatta votare dall’on. Crispi nelle sedute mattutine della Camera, fra la disattenzione e la nausea di tutti, è inaudito. All’on. Crispi che si vantava democraticamente di aver fatto votare l’art. 100 nella legge elettorale del 1882 oggi può assicurarsi la benevolenza dei suoi nuovi amici, i reazionarî, ricordando l’ultima legge del 1894, che il diritto elettorale quasi annulla. Non calunnio, non esagero; ecco come La Tribuna commenta alcune corrispondenze pervenutegli:
«Pubblichiamo su questa quistione delle liste elettorali la lettera di Capua per debito d’imparzialità e quella di Albano Labiale che prima ci è pervenuta per ordine cronologico. Ma se volessimo potremmo aggiungere qui sotto a diecine lettere e corrispondenze le quali ripetono press’appoco ciò che ci scrive il corrispondente di Albano Laziale e dimostrano che l’anarchia nella compilazione delle liste dovrà, anzi imperversare allegramente.
Molte commissioni elettorali si sono ostinate a seguire questo sistema di cancellare cioè tutti gli elettori, già inscritti, i quali non forniscono la documentazione del loro diritto elettorale.
Abbiamo già avvertito, quanto alle liste vecchie, che esse sono permanenti: che nella revisione straordinaria che si sta compiendo, coloro che sono già inscritti hanno per loro più che una presunzione di diritto: che se anche si vuole documentare il diritto elettorale, elettore per elettore, l’obbligo di ricercare, verificare, accertare i documenti spetta intero alle commissioni comunali: che queste non possono alla leggera disturbare i cittadini, quando esse hanno tutti i mezzi di verifica e di mutamento: infine che soltanto quando ogni prova e documento manchi, e se v’è reclamo o contestazione, allora solo le Commissioni debbono richiedere all’elettore di provare.
Le Commissioni dunque che si conducono come quella di Albano Laziale e come quella di Capua e come le altre, dalle quali ogni giorno ci si scrive, sono fuori della legge.
Noi non insistiamo di più, perchè non vogliamo ripeterci: chiediamo soltanto di nuovo e insistentemente una circolare esplicativa del ministero dell’interno che metta a posto le cose.
Altrimenti potrà avvenir questo fra l’altro: che gli arruffoni, e ve ne sono massime nei piccoli comuni, si metteranno in mezzo a procurare iscrizioni, a far reclami, a chiedere cancellazioni, a far man bassa sulle liste elettorali, a prepararsi il terreno per l’avvenire, mentre i galantuomini, seccati o indifferenti, lasceranno fare e si lasceranno cancellare magari.
E le liste elettorali non saranno purgate, ma mutilate, se non corrotte.