Fra i moltissimi che ci hanno scritto protestando contro i metodi inquisitorii delle Commissioni comunali, parecchi concludono dicendo:—Noi non produrremo i documenti che ci si chiedono e subiremo piuttosto con indifferenza l’onta di non più appartenere alla classe degli elettori.»

Ed oramai ne siamo a questo: ci sono paesi, come Lovere in Lombardia, che sono rimasti senza elettori, perchè i cittadini nauseati non hanno voluto far valere i proprî diritti contro lo sconfinato arbitrio e la crassa ignoranza delle Commissioni!

[81] Come indizio eloquentissimo della situazione noto quanto segue:

Non appena i magistrati vollero dare effetto retroattivo alle leggi antianarchiche a Roma, ad Ancona, a Siena nei processi contro Il futuro sociale, Il Lucifero e la Martinella—giornali esclusivamente socialisti e repubblicani e antianarchici per eccellenza—le proteste fioccarono sulle colonne della Tribuna e il giornale le fece sue. Ora viene la proibizione del Congresso socialista d’Imola e la stessa Tribuna (n. 242 anno 1894) approva il Prefetto di Bologna. Il fatto, data la attitudine del giornale verso il governo, è importante perchè prova la malafede più impudente delle sfere ministeriali. Quando il governo per bocca di Crispi nella Camera prometteva ai deputati socialisti, che a loro non potevansi applicare le leggi antianarchiche, conosceva certamente il loro programma, che s’impernia nella lotta di classe, che tante polemiche ha suscitato e tanti malumori ha destato nello stesso campo socialista. La sua slealtà, adunque, è innegabile ed è enorme oggi, che si attacca a quel programma per farlo oggetto di persecuzione. Figuriamoci ciò che avverrà quando si sarà trovata l’isola adatta per mandarvi i coatti! E allora tu, o buon amico Lucchini, vedrai quanto avrai guadagnato a fare accettare una dicitura invece di un’altra appellandotene a Fanfani e a Tommaseo! I magistrati, i prefetti e i questori d’Italia che si occupano di sinonimia! e che nelle distinzioni di Tommaseo dovrebbero trovare la guida per agire correttamente e interpretare onestamente le leggi antianarchiche....! Questi preludî possono servire di opportuno commento alla liberale circolare dell’on. Crispi sulla applicazione di dette leggi.


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CONCLUSIONE

In tutti i capitoli di questo libro traspare un pessimismo, che non è ordinariamente nel mio carattere e nelle mie convinzioni, ma che fatalmente s’impone a chi esamina gli avvenimenti recenti, sia nella parte che riguarda il governo, sia in quella che concerne le classi dirigenti.

Ma non c’è un raggio di luce, che possa rischiarare le tenebre che circondano la sconsolante prospettiva dell’avvenire?