IL SALARIO E L’USURA
Il salario varia in questo momento dai 40 centesimi alla lira al giorno secondo l’età; ma si avverta, che oggi non che al salario dello sweating system sono ridotti al doloroso sciopero forzato.
L’usura pesa sui carusi, come pesa sui picconieri, e non è esatto che questi ultimi riversino sui primi la parte che a loro spetta; almeno questo è un caso del tutto eccezionale e che si verifica quando il picconiere è agiato, ha un piccolo capitaluccio e fa lui stesso le anticipazioni in generi al caruso. Ma in questo caso, per essere giusti, si deve riconoscere che il picconiere non esercita l’usura in proporzioni superiori a quelle, cui si dovrebbe sottostare ricorrendo alla bottega del padrone-coltivatore.
Si sono esagerate di molto le crudeltà del picconiere contro il caruso, che si è voluto dipingere come se fosse assolutamente lo schiavo del primo e su cui avrebbe una specie di diritto di vita e di morte. I rapporti tra picconieri e carusi sono improntati generalmente a quel carattere di durezza, che prevale nelle classi inferiori, specialmente della Sicilia.
Il contadino si crede nel diritto di bastonare la propria moglie e i propri figli; e lo stesso diritto crede di avere il picconiere verso il caruso. Non sono rari i casi, poi, in cui il primo mostra una eccezionale dolcezza verso il secondo; e lo liscia, lo carezza, gli regala qualche sigaro e lo porta a bere un bicchiere di vino nei giorni festivi e di domenica. E ciò fa più per convenienza, che per bontà di animo; lo fa per quell’anticipo che gli ha dato e che è stato erroneamente interpretato e dal Sonnino e dal Rossi e da molti altri, che ne hanno scritto.
RAPPORTI TRA CARUSO E PICCONIERE
Quando un caruso s’impegna a lavorare con un picconiere riceve da questo una somma, che varia dalle 50 alle 150 lire, secondo l’età e la ricerca che c’è di carusi. Questa somma si chiama anticipo morto, che non sempre si sconta gradatamente col lavoro quotidiano, ma si restituisce quando il caruso vuole andare a lavorare con un altro picconiere o vuole cambiare mestiere.
Le famiglie di contadini e anche di operai dei centri urbani hanno una grande risorsa nello anticipo, che intascano per uno o due figli, che mandano a lavorare nelle miniere; ma si sbaglia grossolanamente quando si crede che questo anticipo, che spesso nè il caruso, nè la sua famiglia sono in condizione di restituire, costituisca un legame economico rassomigliante alla servitù. Il vero è che il caruso, se è nullatenente e poco onesto, o se tale è la sua famiglia, un bel giorno lascia con un palmo di naso il picconiere, e va a lavorare con un altro picconiere, intascando un altro anticipo: operazione, che ripete talvolta con parecchi che lascia sul lastrico. Al picconiere non resta che esperimentare l’azione civile, senza utile alcuno; ma qualche volta, esasperato dalla perdita, che per lui è un vero disastro, lo cerca, lo insegue, e se lo trova, lo bastona terribilmente. Non poche volte sorse fiera contesa con brave coltellate tra l’antico picconiere derubato e il nuovo con cui è andato a lavorare il caruso senza restituire al primo l’anticipo; poichè le consuetudini e le leggi dell’omertà esigono che un picconiere, assoldando un caruso, s’incarichi esso stesso di saldare il creditore precedente, cui si sostituisce in tutto e per tutto. Chi vien meno a tali consuetudini e leggi della mafia, si espone alle vendette del danneggiato; e in realtà è meritevole di punizione perchè se esso non ruba, tiene il sacco.
Ma i picconieri intelligenti, se trovano carusi buoni e laboriosi, li trattano bene e li carezzano, e io conosco lavoratori che da anni stanno in relazioni intime e affettuose, come ne conoscono tutti coloro che hanno coltivato miniere di zolfo.
SENZA CASE E SENZA SCUOLE