Il risultato, certamente, è inatteso e spiacevole pei sostenitori dell’esercito permanente. La parte democratica e socialista non può che rallegrarsene.

NOTE:

[22] Della Basilicata me ne parlò più volte con parole di fuoco e con intendimenti onestissimi l’amico carissimo Giustino Fortunato. I suoi giudizi sono insospettabili per la lealtà somma e per la condizione sociale di chi li ha emessi.


[Indice]

X.
ORGANIZZAZIONE SOCIALE E RAPPORTI TRA LE VARIE CLASSI.

Questo malessere e questo rapido e profondo perturbamento economico—i quali da soli sarebbero stati capaci di determinare sommosse e rivolte ancora più gravi di quelle che si ebbero a deplorare in Sicilia—spiegavano la loro influenza in un ambiente anormale e anacronistico in cui i conflitti potevano sorgere per altre cause occasionali.

Sin dal 1885, nella Delinquenza della Sicilia e le sue cause, riassunsi i concordi pareri emessi da pensatori di ogni parte politica sulla organizzazione sociale di fatto esistente in Sicilia. Il feudalismo, abolito spontaneamente dai rappresentanti dell’aristocrazia nel 1812, in realtà rimase in pieno vigore nei rapporti politico-sociali tra le varie classi. Si può anche, senza temerità, asserire che quell’abdicazione di diritti, che forse fu il prodotto di un nobile sentimento, giovò soltanto a coloro che avevano creduto di fare un atto di abnegazione.

Invero colla organizzazione feudale di diritto, la proprietà feudale—dice il Baer—aveva tutto il carattere di un ente morale; il diritto di proprietà era impersonale e il proprietario pro tempore era un usufruttuario, un amministratore.