IL DAZIO DI CONSUMO

SI OLTREPASSANO I LIMITI LEGALI

In quanto al Dazio di consumo quasi tutti i Comuni chiusi, almeno i principali (compresi quelli amministrati dai democratici) hanno sorpassato i limiti legali del sovrimporre. E perchè su questo vitale argomento le sentimentalità non prendano il sopravvento,—o meglio non si abbia il sospetto che lo prendano,—giova riprodurre alcune cifre comparative per i bilanci del 1889, sulla proporzione della sovrimposta fondiaria e del dazio di consumo comunale in poche regioni d’Italia, che hanno presso a poco la stessa popolazione della Sicilia.

POPOLAZIONEDAZIO
CONSUMO
COMUNALE
QUOTA
PER
ABITANTE
SOVRIMPOSTA
FONDIARIA
QUOTA
PER
ABITANTE
Piemonte3,234,49012,008,2183,7113,043,8024,03
Lombardia3,906,95912,771,2183,2720,902,9195,35
Veneto2,985,1647,209,9172,4216,264,7925,45
Sicilia3,285,47422,218,0456,765,350,4781,63

Io non commenterò queste cifre eloquenti e mi limiterò a riprodurre un’altra breve comparazione fatta dal professore Maffeo Pantaleoni, e lascerò che i commenti li faccia una pregiata rivista che combatte il socialismo con tutte le sue forze.

Le cifre comparative sono queste:

Quota per abitante della
RicchezzaDazio di consumoSovrimposta fon.
Sicilia1,4716,761,63
Piemonte2,7463,714,03
Lombardia2,4003,275,35
Veneto1,9352,425,45

Ed ecco i commenti:

PARAGONI ELOQUENTI

«Va notato che i dati della ricchezza per abitante per regione si riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) di eccezionale prosperità, sopratutto in Sicilia.—La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente più che sulle regioni del nord, per effetto della politica economica più specialmente lesiva del Mezzogiorno.—Ma pure restando per larghezza di concessione ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo in Sicilia è quasi il doppio che in Piemonte, mentre la ricchezza ne è la metà, ed esercita nell’isola una pressione tributaria almeno quattro volte maggiore. Invece la sovrimposta sta ad un limite poco inferiore a quello che potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; mentre le altre imposte (valore locativo, tassa famiglia, bestiame, vetture e domestici) sono già in cifra assoluta per abitante più gravose pel contribuente siciliano. Questi dati permettono due considerazioni: 1º che il sistema delle imposte comunali in Sicilia esercita una pressione maggiore che nel continente; 2º che la ripartizione del carico tributario locale è fatta tutta a danno dei contribuenti che pagano imposte indirette» cioè, dei lavoratori! (L’insurrezione Siciliana, nel Giornale degli Economisti, Febbrajo 1894).