IL CRITERIO SPERIMENTALE
Questo giudizio è strettamente sperimentale e la enunciazione sua è a posteriori. Non a caso accenno al criterio sperimentale col giudizio a posteriori; ciò è indispensabile nel momento in cui tutti s’impancano a positivisti, pur facendo strazio del positivismo nelle applicazioni, o creandone uno di sana pianta per comodità dei governanti e delle classi dirigenti.
Si sa che Claudio Bernard dette il più chiaro concetto dello sperimentalismo nelle scienze fisico-chimiche e nelle biologiche—per quanto tra queste ultime le induzioni siano assai meno rigorose ed esatte che tra le prime, perchè le condizioni dello sperimento sono assai più complesse e ne intervengono parecchie, che possono passare inosservate, quantunque alterino i risultati.
Nelle scienze politiche e sociali il criterio sperimentale si può applicare più difficilmente, o meglio quello che si applica è d’indole diversa, ma conserva sempre un grandissimo valore. Poichè, se sugli uomini e sulle umane società non si possono fare quelli esperimenti in corpore e in anima vili, che si fanno nelle scienze fisiche, chimiche e biologiche, riproducendo artificialmente ed a beneplacito dello sperimentatore le condizioni volute, per vedere se sono seguite sempre da certi dati risultati,—sicchè tra le une e le altre si stabilisca con certezza il rapporto come tra causa ed effetto—pure, colla osservazione ripetuta di certe condizioni che si presentano spontaneamente nel corso della vita delle nazioni e degli aggregati umani e che producono o meglio sono seguiti quasi sempre da certi dati avvenimenti si può dire che anche nelle scienze politiche e sociali si applicano i criterî sperimentali. Nelle medesime, senza riprodurre qui tutte le distinzioni metodiche dello Stuart Mill—riprodotte e illustrate tra noi dal Gabaglio a preferenza di tanti altri—si può affermare che la storia e la statistica suppliscono i reagenti chimici, le pile elettriche, gli scalpelli anatomici, le iniezioni, le asportazioni di organi, ecc.
La convergenza dei risultati positivi e negativi nella osservazione dei fatti sociali vale, perciò, a fare ammettere sperimentalmente il rapporto come tra causa ed effetto tra certe condizioni—e sul proposito è noto che le induzioni hanno tanto maggior valore, quanto più numerose sono le condizioni identiche o rassomiglianti—e certi avvenimenti consecutivi.
Questo criterio sperimentale applicato ai casi di Sicilia esclude l’azione dei Fasci, della propaganda socialista, dei sobillatori o la riduce alle sue vere proporzioni.
UN PRIMO RISULTATO DELL’OSSERVAZIONE
Il primo risultato che si ha dalla osservazione dei fatti è significativo: nella provincia di Messina ed in alcune parti della provincia di Catania dove predomina una mezzadria meno adulterata e forme di contratti agrarî relativamente eque, dove i rapporti tra le varie classi sociali sono improntati ad una certa umanità, dove il benessere economico dei lavoratori della terra è maggiore, nei centri agricoli o non sorgono i Fasci, o vi si mantengono in minuscole proporzioni: e quando vi sorgono e vi attecchiscono nè trasmodano, nè ricorrono a manifestazioni che possano dare occasione alle osservazioni dei loro avversarî e pretesti di accuse e calunnie alle autorità zelanti e alle permalose classi dirigenti. Questa osservazione recente va a completare—e nel contempo ne riceve maggior luce—l’altra fatta da me stesso circa dieci anni or sono sui rapporti tra la delinquenza e le condizioni sociali. Allora scrissi che nella provincia di Messina la maggiore divisione della proprietà, la maggiore quantità di terreni coltivati intensivamente ad agrumeti, a vigneti, ad uliveti con maggiore partecipazione dei lavoratori ai prodotti della terra assicurava alle medesime condizioni morali migliori che nel resto dell’isola. (La delinquenza della Sicilia ecc., p. 53 a 57).
Parimenti dove i Fasci sono bene organizzati e consolidati nella loro compagine da una vita più lunga; dove c’è una certa coltura e vi prevalgono e vi sono ascoltati gli elementi schiettamente socialisti—Catania, Palermo, Messina, Marsala, Trapani, Corleone, Piana dei Greci ecc., la calma non manca, l’ordine non viene turbato, la disciplina viene rispettata, la parola dei capi viene religiosamente ascoltata.
L’ORDINE E L’ELEMENTO SOCIALISTA