Si può costatare positivamente l’azione moderatrice dei Fasci e dei socialisti in più luoghi; ad essi si deve se si riesce a mantenere l’ordine a Salemi, a Salaparuta, a Castrogiovanni, a Villarosa, a Riesi, in tutta la provincia di Catania, per molto tempo o durante tutto il periodo dell’agitazione e dei tumulti, anche nell’assenza delle truppe, colla impotenza, colla inettitudine e non ostante le provocazioni delle autorità politiche e delle classi dirigenti.
A Marsala il Presidente del Fascio sig. Ruggieri è coadiuvato nella bisogna dal prof. Pipitone; il presidente del Fascio di Pioppo si coopera col pretore e col comandante il distaccamento delle truppe a ristabilire l’ordine in Monreale. A S. Ninfa avviene di meglio: in seguito a precedenti tumulti, che minacciavano di rinnovarsi, molti soci del Fascio si mettono a guardia del municipio e impediscono che i tumultuanti vi penetrino. E se più di frequenti la parola dei Presidenti e dei socî più autorevoli del Fascio e di altri socialisti non venne ascoltata, ciò si deve all’invincibile malcontento per la miseria e per le ingiustizie subite da lunghi anni dai lavoratori, che avevano esaurito la loro pazienza e li avevano resi increduli ad ogni promessa di prossime riparazioni. Perciò rimasero del tutto inefficaci gli scongiuri del povero Presidente del Fascio di Gibellina, contro ai disordini; della quale sua opera tutti fanno fede.
UNA RICONOSCENZA SUI GENERIS
Rimarrà poi a perenne memoria di questo triste periodo la riconoscenza sui generis riserbata dalle autorità politiche grandi e piccole verso coloro, che si cooperarono anche con favorevoli risultati, a mantenere l’ordine e la calma. Di questa riconoscenza ebbero prova luminosa il prof. Curatolo da Trapani, il Vivona da Castelvetrano, il D.r Crescimone da Niscemi, il Salerno-Vinciguerra e l’Aldisio-Sammitto da Terranova, l’avv. G. Rao da Canicattì, e parecchi altri che dopo essere stati ringraziati calorosamente, e talora per lettera da Prefetti e da Sotto-prefetti, da Delegati di P. S. e da Carabinieri per la efficace opera prestata nel periodo che si può chiamare della forza minima,—in cui le autorità avevano addirittura perduta la testa, perchè non avevano abbastanza soldati per farsi rispettare—non appena la Sicilia fu invasa da fanteria, cavalleria, quanta ne occorrerebbe per iniziare una guerra contro un potente nemico, esse si sentirono forti e la forza vollero fare palese con atti di solenne ingratitudine facendo arrestare quelli che avevano prima encomiati. Per molti l’arresto fu talmente iniquo e ingiustificabile, che dopo qualche mese non fu più mantenuto; per pochi—il Curatolo e il Vivona—fu seguito da processo e da condanna a diecine di anni di reclusione. Del Vivona, farmacista in Castelvetrano e nemico irreconciliabile dei Saporito, i quali nel processo si vendicarono senza un ritegno, è da ricordare che egli venne precisamente accusato per un discorso tenuto ai tumultuanti, onde evitare maggiori eccessi, a preghiera caldissima e quasi per imposizione delle autorità politiche e militari del luogo.
DOPO I RINGRAZIAMENTI....
Il Rao venne arrestato in Canicattì al ritorno da Castrogiovanni dove era venuto insieme al Sindaco Avv. Falcone per prendere accordi e consigli da me sulla condotta da seguire per iscongiurare i tumulti temuti e di cui c’erano i prodromi.... In questi casi non si sa se maggiormente si debba flagellare la vigliaccheria o la ingratitudine di coloro che ringraziarono prima e poco dopo ordinarono gli arresti.[47]
Questi dati positivi sulla vera indole dell’azione spiegata dai Fasci e dai più noti socialisti vengono completati da altri dati e da altre considerazioni.
Un significantissimo elemento sulla minima partecipazione dei Fasci ai tumulti si rinviene in un documento ufficiale di singolare importanza.
Il Procuratore del Re di Palermo nel domandare alla Camera dei Deputati l’autorizzazione a procedere contro l’on. De Felice aveva tutto l’interesse a magnificare l’intervento nei tumulti dei Fasci e del loro Comitato Centrale, senza di che non ci sarebbe stato motivo a procedere contro l’on. De Felice e contro il Comitato; or bene, in tale domanda, per impressionare i deputati e indurli ad accordare la chiesta autorizzazione non si può fare menzione dello intervento chiaro e diretto d’altri Fasci che quelli di Terrasini, di Giardinello e di Belmonte, tre microscopici comunelli.
I FASCI NEI TUMULTI