Un ultimo confronto: Il trattamento dei detenuti politici. Il governo borbonico si disonorò trattandoli come i detenuti comuni; questo trattamento suscitò l’indignazione di Gladstone. Ma che cosa fa di diverso il governo italiano? Fa qualche cosa di peggio: non concede ai socialisti e ai repubblicani — anche deputati — quella libertà di studio concessa da Ferdinando IIº alle sue vittime: Settembrini traduceva in carcere le opere di Luciano ed a Spaventa si permettevano libri che per quei tempi erano rivoluzionari[131].
Tivaroni, sdegnoso, protesta perchè si rasero barba e capelli ai detenuti politici e fossero stati condannati come rei comuni sotto il borbone; e dice che a quarant’anni di distanza, certe cose sembrano impossibili. Che diranno i posteri, per lo stesso trattamento fatto subire a Barbato, a De Andreis, a De Felice, a Turati, a Romussi, a Chiesi?
Non lo sappiamo. Sappiamo ciò che pensano i contemporanei — tra i popoli civili e liberi. E sappiamo che l’associazione dei giornalisti inglesi si è rivolta al Re, invocando un trattamento umano; e che questo intervento degli stessi giornalisti inglesi, cui sono associati quelli del Belgio, fa discendere l’Italia a livello della Turchia; sappiamo che Ouida in Inghilterra, Mead negli Stati Uniti hanno rievocato il giudizio di Gladstone e lo proclamano a maggior ragione meritato dal governo italiano. Il Mead, anzi, vorrebbe che l’ambasciatore degli Stati Uniti protestasse ufficialmente in nome della lesa umanità. Sappiamo, dunque, che il libero regime italiano viene giudicato alla pari del dispotico regime dei Borboni[132].
Tutto questo è grave e pericoloso sia per l’Italia che per le sue istituzioni. Credono alcuni, stoltamente, che a garanzia delle medesime stia l’esercito; ma anche i Borboni pensavano lo stesso: fu proprio Silvio Spaventa a constatare, che tutte le cure del governo negazione di Dio erano state rivolte all’esercito e che la reazione che li aveva separati dalla parte morale e intelligente della popolazione, li aveva gettati nelle braccia dei militari. Ma l’esercito non li salvò.
Il Tivaroni, chiudendo il suo studio sul regime borbonico, ricordati i processi, le condanne e i mali trattamenti fatti subire ai detenuti politici, osserva: «con tali mezzi la dinastia borbonica scavava con le sue mani la propria tomba».
Che la dinastia savoiarda possa finire in ugual modo nessuno crede; — honny soit qui mal y pense! — ma è innegabile che alcuni suoi consiglieri mettono dell’impegno per rovinarla. Dopo tutto, se la reazione durerà, sarà la prima volta nella storia, che essa avrà salvato una istituzione ed una dinastia.
Le lezioni della storia, però, non devono essere rammentate soltanto ai conservatori ed agli uomini dell’ordine. La storia insegna pure: «che il quarantotto italiano, compiuto poi nel sessanta, non fu neppure politico, fu strettamente nazionale e meschinamente unitario e dinastico. L’Italia attende ancora il suo quarantotto politico, che le dia le condizioni essenziali della vita moderna e le permetta di studiare il passo sulla via già percorsa dalle nazioni sorelle».
Questo insegnamento dovrebbero ricordare tutti i democratici italiani; e non dovrebbero dimenticare un solo istante soprattutto i socialisti italiani, che la pacifica ed onesta voluzione economica da loro vagheggiata non sarà possibile senza la preliminare conquista della libertà politica. L’ammonimento viene a loro da Filippo Turati; ma se la voce eloquente del recluso di Pallanza non potesse essere ascoltata, dovrebbe essere inesorabilmente ascoltata quella che vien fuori dagli ultimi tumulti, che somministrarono il pretesto alla presente reazione.
DELLO STESSO AUTORE
| La libertà e la quistione sociale. Milano 1879 | (Esaurito). |
| La repubblica e le guerre civili. Firenze 1882 | (Esaurito). |
| Le Istituzioni Municipali. Catania 1883 | L. 3,00 |
| La delinquenza della Sicilia. Palermo 1885. (In preparazione la seconda edizione). | |
| L’alcoolismo: sue conseguenze morali e sue cause. Catania 1887 | 3,00 |
| Oscillations thermometriques et delicts contre les personnes. Lyon 1887 | 1,00 |
| Corruzione politica. Catania 1888 (Esaurita la prima e seconda edizione). | |
| La Sociologia Criminale. 2 grossi vol. Catania 1889 | 13,00 |
| Ire e spropositi di Cesare Lombroso. Catania 1890 | 1,25 |
| La politica coloniale. Seconda ediz. Palermo 1892 | 3,50 |
| La difesa nazionale e le economie militari. Catania | 1,00 |
| Banche e Parlamento. Milano 1893 | 2,00 |
| In Sicilia. Roma 1894 | 1,00 |
| Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause. Palermo | 2,00 |
| Consule Crispi. Palermo 1895 | 1,25 |