— Ancora tutto eguale! Il soffitto a vôlta cinto dalla fascia cilestrina, il tappeto di panno rosso ripetuto in tutte le camere colla striscia di tela tigrata, gli stessi mobili allo stesso posto.... E i nastri azzurri e gli stipiti dorati....
— Ne ha mai veduto altri di simili in altre case? — domandò Anna.
— Sì, qualcuno, a Venezia principalmente, in un palazzo antico dove ritornai non so quante volte....
— Per gli usci?
— Per gli usci, signorina Elvira, ed anche per certi affreschi del Tintoretto; ma quegli usci mi attiravano invincibilmente. Non mi vergogno a dirlo, io sono un sentimentale incorreggibile.
— Spero bene — pensò Anna più che non disse.
— Le ore belle della mia vita furono sempre dischiuse da uno di quegli usci fioriti. Come potrei non amarli?
— Ciò è molto gentile per noi; ma francamente, queste grandi tavole che ingombrano metà della parete non sono affatto comode. Se Anna volesse essere un po' più condiscendente dovrebbe farle levare.
— Ah! no, Elvira, no. Chiedi quello che vuoi, non di mutare questa casa. Tu — soggiunse dopo una pausa esitante — anderai ad abitarne un'altra più moderna; io resterò qui sola....
— A custodire il fuoco sacro; ma se ti decidi poi a prendere marito porterai gli usci con te.