Anna finse di non udire.

— I più graziosi — disse volgendosi a Flavio — sono nella camera di babbo. Ricorda?

— Hanno nel centro una ghirlanda di roselline gialle alternate a pervinche ed a caprifogli e qualcuno dei caprifogli sale sullo stipite fino alla cima. Vede se ricordo?

— E una delle pervinche, sull'uscio della finestra che mette al terrazzo, ha la forma di un cuore spezzato.

— E accanto a quella pervinca, a destra, una farfalla si slancia a volo.

— Una piccola farfalla bianca — completò Anna.

Si erano alzati. Quasi senza accorgersene, trovandosi all'entrata della camera del babbo, Anna spinse la larga imposta.

— Che freddo! — esclamò Elvira. — È un'altra fissazione di mia sorella quella di non voler mettere i caloriferi nell'appartamento.

— Noi veramente non soffriamo troppo freddo. I muri sono così grossi, le finestre ben riparate, i tappeti folti e il caminetto scintilla così gaiamente bruciando della vera legna....

— Ma non si usa più. Scommetto che in tutta Milano siamo le sole a scaldarci in questa maniera preistorica.