— Oh! il vostro giovine pittore, che successo!
— Hanno esposto la premiazione? — domandò Elvira.
— Non ancora.
L'onda della folla le divise. Le due sorelle furono sospinte innanzi mentre esse si riguardavano scansando i contatti, desiderose di giungere vicino al quadro di Flavio. Ma il quadro era in una delle ultime sale.
— Fermiamoci un momento, — propose Elvira.
A mala pena trovarono un posto sopra uno dei divani collocati nel mezzo delle sale. Intorno ad esse sedevano alcune persone della buona società, fra cui una signora di quelle che i giornali letterari e gli autori nelle prefazioni dei loro libri chiamano intellettuali. Ella stava appunto concludendo un discorsetto sulla pittura:
— .... è La Sizeranne che lo afferma, dobbiamo credergli.
— Non credo però — rispose un signore di mezza età che le stava ritto dinanzi facendosi fresco con un ventaglietto giapponese — che i nostri artisti farebbero bene ad imitare gli Inglesi.
— Non le piace Burne Jones?
Sì dicendo la signora intellettuale volse un'occhiata alle nuove persone che si erano sedute sul divano per giudicare su di esse l'effetto di quel nome.