— Sarebbero più in istile quelle fanciulle che il pittore chiama: Primavera ellenica, ma.... troppo nude — interruppe la intellettuale. — I pittori abituati alle crudezze dell'Accademia dimenticano spesso che vi sono al mondo anche delle signore.
— Delle vere signore, — accentuò la proprietaria della corona marchionale dilatando le narici del suo gran naso.
— Un quadro per il suo salotto, marchesa — interruppe il signore dal ventaglio — potrebbe essere quello del giovine simbolista: Viene!
— Ah: no, mi impressiona troppo. Non posso esimermi dal pensare che vi è un ladro nella camera vicina.
— Che idea!
— È così. Dal volto dell'adolescente spira un terrore, un'ansia....
— Ammetto l'ansia, ma la spiego diversamente.
La signora che aveva dimestichezza con Burne Jones e con La Sizeranne aperse una parentesi per dire:
— Non mi pare che appartenga alla scuola simbolistica. È al contrario di un verismo che colpisce.
— Si può essere simbolici e veri nello stesso tempo. Che ne pensa la marchesa?