—Lasciate almeno che io segua da lontano il vostro pensiero.

—Oh! come lo potreste, così debole!

Mi parve che un sorriso d'incredulità passasse sulle sue labbra e me ne sentii ferita.

—Vedrete! Vedrete!—gli singhiozzai dietro mentre si allontanava—e poichè un'angoscia infinita mi serrava il cuore ebbi ancora la forza di gridare: Vedrete!

Egli si voltò, alto e ritto nel gran viale che sembrava d'argento.
Fece un gesto di commiato e disse: Vedremo!

Il giorno dopo quasi alla stessa ora, eravamo ancora quasi allo stesso posto; ma più all'aperto, di contro alla luna che sorgeva dolcemente falcata. Percorrevamo il viale a passi così lenti, io e mio cugino che Alessio si divertiva a misurare quattro o cinque volte di corsa le piccole tappe della nostra passeggiata.

—Che cosa credete che sia—diceva mio cugino—la più alta missione della donna?

—Fare il bene?…

Egli si accorse della mia esitazione e soggiunse, incoraggiandomi:

—Sì, può darsi. Ma qual bene? l'elemosina che versate alla domenica nella cassetta della chiesa? Vi ho vista.