Sorgevano intanto i lievi rumori della sera, gli insetti che si ritiravano nelle loro tane, qualche cane che abbaiava in lontananza, qualche foglia che cadeva nella grevezza dell'ora quasi gemendo di avere resistito tutto il giorno invano. Nella casa, il lume portato a mano dall'Orsola vagolava di camera in camera presiedendo i preparativi per la notte.

—Mamma—gridò Alessio dalla soglia dove era stato fino allora a trastullarsi con Pietro—ho sonno.

—Vengo, amor mio.

—Non allontanatevi—disse Lui; e la sua voce era di chi abituato a comandare, prega a fatica.

—Ma è l'ora.

—No, non è l'ora.

—Guardate come è buio.

—È il temporale che si prepara.

—è vero. Che cielo minaccioso!

Restammo cosi qualche istante, incerti, quasi cercando una parola suprema per spiegare una sensazione ignota. Alessio tornò a gridare: Mamma, ho sonno!