Marta si spogliò in fretta; doveva preparare una salsa di cui ella sola conosceva la ricetta e che, nel suo ardore di neofita, giudicava più accetta ad Alberto, se fatta da lei.

Comparve a tavola tutta rossa, impaziente di conoscere l'esito. Quando Alberto ebbe dichiarato che la salsa era gustosa, allora si calmò; mangiò e bevve di buonissimo umore; fece l'enumerazione dei piatti che preferiva, combinandoli con quelli preferiti da Alberto, vedendo con soddisfazione che si incontravano nel gusto.

—E, dimmi—esclamò improvvisamente—che cosa intendeva il dottore con le sue allusioni alla serva dei Merelli?

Alberto era l'uomo meno adatto del mondo a nascondere checchessia; rispose, un po' imbarazzato, che il dottore scherzava volentieri.

—Non è ciò—interruppe Marta a cui si schiarivano le idee meravigliosamente—se non ci fosse nulla di positivo, lo scherzo non avrebbe avuto ragione d'essere.

—Ebbene, disse Alberto, pensando che, in fin dei conti, la cosa non lo riguardava affatto e che Marta l'avrebbe saputa egualmente—Merelli fa all'amore colla Ninetta.

—Così?—esclamò Marta sgranando gli occhi.

—Come, così?

—In presenza della moglie…

—Ma!…