Dalla bocca stessa di suo marito, dietro insistenti richieste, ella apprese che, a sedici anni, Alberto aveva avuta la rivelazione dell'amore per parte di una donna vecchia e brutta, che andava in casa a fare il bucato.
Alberto le disse questa cosa naturalmente, soggiungendo che a quasi tutti gli uomini succede così, non sospettando neppure la profonda impressione che tali parole avrebbero fatto su Marta. Ella ne pianse di dolore e di vergogna.
Ragionando poi nella sua mente, le parve di dover attribuire a quella remota causa la differenza di sentire che esisteva fra lei e suo marito.
Misurando per la prima volta le esigenze di un uomo che aveva data la sua fiorente giovinezza ad una ignobile femmina, nella stessa età in cui ella credeva ancora agli angeli e cercava l'amore in cielo, fu assalita da una ben più tremenda gelosia, la gelosia impotente del passato, quella che non si può distruggere, che si urta contro la sentenza inappellabile del fatto compiuto.
Con uno sforzo doloroso dell'immaginazione sognava il suo Alberto bello, puro; ne vedeva la persona elastica, l'occhio lucente, la bocca fresca come fiore che si schiude; e l'anima nobile, il cuore fidente, affettuoso, tutti gli impulsi generosi della giovinezza… Oh averlo conosciuto allora, essere stati entrambi così puri, l'uno dell'altro, per sempre, quello doveva essere l'amore!
E non poteva più averlo così! La vecchia femmina, Giuditta, tutte le altre, chi sa quante, chi sa quali, gli avevano portato via la spontaneità dell'entusiasmo. Ella era giunta ultima, inesperta, non preparata alla lotta contro tutto un passato.
Perchè quella veramente era la sua angoscia: il passato di Alberto, indistruttibile.
Rifaceva a sè stessa, con una raffinatezza crudele, il ritratto di tutte quelle donne; le immaginava belle, provocanti, piene di seduzioni ignote, di occulti filtri amorosi.
Brancolava fra supposizioni assurde, fra ipotesi strane, con l'ansia di chi ha smarrita la via e le tenta tutte per orizzontarsi.
Metteva insieme le sue memorie più lontane, ricordandosi certe malizie della scuola, volendo spiegarsele.