Questo aspetto di città, così differente dalla sua città nativa, la interessò senza piacerle; sollevò gli occhi, e, attraverso una fuga grigia e malinconica di tetti d'ardesia, lontano, nello splendore del mattino, scorse la linea azzurra del mare, grandioso e fantastico nella sua calma, con qualche cosa di sognato, di immateriale, di al di là….
* * *
La carrozzella, dopo di avere accolti i due viaggiatori, il baule, le ombrelle e la piccola borsa di cuoio che Marta collocò con precauzione accanto a sè, mosse per il viale verde.
Finalmente!—pensava Marta—tocco il porto entro nel mio nido.
Era pur stanca di città, di alberghi, di monumenti, di musei, di pinacoteche. Le Veneri che aveva viste, trionfanti nella loro nudità superba; le Lede voluttuose, le Diane innamorate, uno sciame di ninfe, un Olimpo di dee, tutte parlanti al senso della donna, proclamando per la via dell'arte l'impero della bellezza, le avevano lasciato uno sconforto e insieme un desiderio, una grande disillusione ed una curiosità più grande ancora.
—Dimmi—disse, stringendosi ad Alberto, poichè in quella carrozza che le apparteneva, le sembrava già d'essere a casa loro—la prima volta che mi hai vista, quella sera, in teatro, ti piacqui subito?
—Subito—rispose Alberto, levando un virginia dal suo elegante portasigari.
—Ti piacque il mio volto?
—Sì.
—E la mia figura?