—Coraggiosa bestiola!

Questa esclamazione non essendo una risposta, Marta si pose anch'ella a guardare.

Tra due rami d'acacia un ragno aveva gettato i suoi fili dall'alto al basso, regolarmente, per accingersi poi a lavorare in tondo la tela; un bruco cadendo da un ramo superiore, gli aveva rotto uno dei fili, ed esso stava rimettendolo da capo.

—Non è coraggio questo?

Marta sorrise.

—Ma non basta. Aspetti un momento, tanto che esso abbia attaccato il filo. Benone! Or ecco un colpo della sorte.

Diede un buffetto, coll'indice e il pollice, al nuovo filo.

—Cattivo!—fece Marta.

—Guardi, guardi—esclamò il dottorone entusiasmato—esso torna a zampettare, bravo! Bravo, ti dico. E così vita natural durante, sa? Questa bestiola non si avvilisce mai; rotto un filo ne getta un altro; il secondo si spezza, viene il terzo. Avanti, sempre avanti! È il suo motto gentilizio. Osservi come è già salito; è all'apice. Paf!

—Oh! crudele—gridò Marta nel vedere che aveva strappato ancora il tenue filo—perfido uomo!