Egli la scrutò in fondo agli occhi che ella chinò subito, turbata.
—Le chiedo scusa; ho voluto mostrarle fino a qual punto si può essere coraggiosi.
Il ragno rifaceva la tela, salendo, salendo, intanto che Marta lo guardava non senza sorvegliare il suo brutale compagno.
Ma egli disse con semplicità:
—Andiamo a trovare Alberto.—Ed ella subito si mosse in silenzio.
Lo incontrarono non molto lontano. Se ne veniva lemme, lemme, con la sua bella fisionomia aperta, serena, il passo regolare d'uomo senza fastidi.
Ritornarono insieme tutti e tre fino al paese, fino alla porta dei due coniugi, dove il dottorone si accommiatò.
Marta pensava che Alberto era finalmente nelle sue mani, e se lo divorava con gli occhi, mentre egli appendeva tranquillamente il cappello.
Visto così, di dietro, la sua nuca aveva una seduzione particolare, colle orecchie morbide bene attaccate, i muscoli solidi; la guancia offriva per tre quarti una linea pastosa, appena adombrata dalla lanuggine, che attirava i baci.
—Ho appetito, e tu?—diss'egli sedendosi alla mensa apparecchiata.