—Segno che non avrà capelli.
—Non avrà capelli?
—Nascendo, s'intende. De' miei figli, solo la Pina e l'Adelina erano calve; gli altri vennero al mondo pelosi come Esaù. Ma che bruciori di stomaco, le dico!… Del resto è fortunata in tutto; non si accorge nemmeno… parola d'onore; sembra una bimba.
Alberto si era appoggiato al caminetto insieme a' suoi amici. Avevano accesi gli sigari e nel benessere sensuale della digestione la loro affettività d'uomo esplodeva con gesti vivaci, con romorosi scoppi di voce e colpi di mano. Lucide le facce, gli occhi scintillanti, essi discorrevano fra loro in un gergo speciale, a sottintesi, urtandosi coi gomiti. Alberto, il più educato, si poneva davanti a Merelli quando parlava, per impedire che le di lui parole giungessero all'orecchio delle signore; Toniolo invece vi si crogiolava, nella voluttà egoistica di un gattino che fa le fusa.
—Sibarita!—mormorò il dottorone—si prepara lo stomaco cogli stimolanti.
La sposina intanto, circondata dalle donne, si lasciava ammirare ed invidiare, facendo girare gli anelli sulle dita, più stordita che contenta, rispondendo a monosillabi.
—Che bel matrimonio nevvero?
Marta si voltò. La bionda incipriata le stava alle spalle, col suo fare lezioso, di protezione.
—Bellissimo—rispose Marta.
—Anche lei è sposa da poco tempo nevvero?