—Sì, sì, la mia bellezza!—tornò a dire Mària; e, strappata in una sol volta una manciata di fiori, si diede a gettarli lontano, ridendo con una gioconda aria di sfida………………………………..

—La nostra aquiletta si fa dolce e buona come una colomba. E quanto bene mi vuole, padre! Mi chiama con certi nomi che io non avrei mai immaginato di poter dire a lei. E questa notte in sogno mi abbracciò stretta stretta! Come erano profondi e caldi i suoi baci! Io non mi mossi per non svegliarla.

* * *

Nel tramonto morbido, color di viola, le sorelle parlavano sommesso, accoccolate sulla soglia della baita. L'ultima luce le coloriva appena, appena le faceva risaltare sullo sfondo della parete colla grazia incerta delle pitture primitive.

Diceva Maria che la mucca era ammalata, che dava poco latte: forse era vecchia e bisognava cambiarla.

—Sì—appoggiava Maria—bisognerà prendere una mucca che abbia appena fatto il vitellino.

—Come mi piacerebbe che la nostra facesse un vitellino!

—I pastori ne hanno tanti dei vitellini.

—Tanti?

—E li vendono.