Il raccoglimento degli alberi, il cadere del sasso, il quasi impercettibile spostamento dei rami, dei sottili fili d'erba al passaggio di un insetto, gli riempivano il cuore di una dolcezza traboccante; per cui la sua preghiera era spesso accompagnata da altre piccole preci, da slanci di riconoscenza e d'amore, da un tenero delirio e da una compenetrazione così intima della bontà e della grandezza di Dio che lagrime di consolazione gli scendevano dagli occhi, e, trovandosele poi sulle mani e sugli abiti, egli non sapeva più se fossero le lagrime proprie o la stessa rugiada che cadeva dal cielo sui fili d'erba e sugli insetti.
Mormorò a bassa voce: "L'invisibile si è rivelato a me, io sento la voce della solitudine." Poi si tolse d'in sui ginocchi e stette ritto colle braccia conserte.
Era una piccola figura d'uomo, molto delicata: e, ad onta che la vita all'aria aperta gli avesse abbronzata ed incartapecorita la pelle, nelle cavità fra il naso e le guancie, sotto gli occhi, sui polsi gli biancheggiava la trasparenza degli asceti, ed il profilo che staccavasi con una assoluta assenza di pastosità in una linea d'acciaio, la bocca sottilissima, immateriale, gli davano una somiglianza perfetta coi santi più conosciuti del martirologio cristiano.
Vestiva una tonaca informe di lana bruna sciolta ai fianchi e cadente sopra un paio di rozze scarpe allacciate a mo' dei sandali antichi con striscioline di cuoio. La testa era nuda, cinta da pochi capelli lunghi e svolazzanti dietro l'orecchio, col segno della sacra tonsura ancora visibile benchè da parecchi anni sconosciuta al rasoio.
La sua età appariva incerta. Come tutti coloro che sono assorti in un mondo superiore, sembrava sfuggire alla legge comune della vecchiaia. La sua età era quella di chi ama e di chi crede.
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Nato nei campi, nutrito fin dalle fascie dell'ossigeno dei monti, cresciuto insieme agli uccelli, alle farfalle, ai fiori, egli non aveva mai saputo staccarsi dalla sua patria naturale, e, quando era stato il momento di scegliere il suo posto nel mondo, gli parve che nessuno potesse soddisfare meglio i suoi desideri che quello di una adorazione continua al divino Fattore.
Sorgere col sole del mattino, schiudersi colla gemma e colla crisalide, olezzare col petalo, lavorare coll'ape, combattere col vento, gemere colla fonte, meditare col sasso, fremere col bosco, alzarsi coll'allodola e piegare al tramonto calmo e solenne cantando le lodi di Dio: ecco il suo ideale.
Fu prete a vent'anni. Nè lotte, nè ostacoli si frapposero al compimento della sua vocazione.
Egli tese le sue ali d'angelo, e passò dal mondo dell'innocenza a quello della penitenza, senza toccare il fuoco. L'anima sua, monda di terrene passioni, poteva appropriarsi il detto dell'apostolo: "La grazia comincia dove è spento l'orgoglio e quando l'uomo si è vuotato di sè, allora solo si riempie della sapienza."