E pensava ancora:—Forse la sua vita era nelle mie mani. Quand'ella mi disse: "padre, benedicimi", perchè non l'ho stretta nelle mie braccia? Io l'ho lasciata sola nella lotta. Avevo il dovere di difenderla e non l'ho difesa, avevo il dovere di amarla e non l'ho amata. Giusto Iddio, è la mia volta, puniscimi!
Maria, che dormiva a brevi tratti di un sonno agitato e pieno di visioni, svegliavasi spesso tutta in lagrime, e, chiamando il buon padre e cercandolo, lo trovava svenuto sul suolo, colle mani ancora giunte in atto di preghiera.
* * *
Tutte le foglie erano cadute, il terreno ne era giallo; restavano intatti i pini e gli abeti nella loro cupa veste che resisteva ai venti. Morti i fiori, morti gli insetti, morta la luce.
—Ohimè, anche la nostra fanciulla è morta!
—Padre, padre, tu pure lo dici? Ella mi parlò di morte l'ultimo giorno, ma non si muore che per andare in cielo, e noi non dovremmo esserci con lei? Se voleva morire, perchè non ce lo disse? Perchè non ci ha aspettati? Padre, seguiamola, andiamo con lei.
Così diceva Maria, nella sua eterna visione soprannaturale, nella impossibilità di comprendere.
Ed egli che l'aveva educata alle gioie celesti, non sapeva ora come spiegarle la materialità della morte.
—Senti, forse non la raggiungeremo subito. Ci è duopo aspettare il nostro giorno; in quel giorno tu comprenderai perchè "il sepolcro dà la luce all'uomo".
Maria chinò il capo, nè tuttavia ristette dall'aspettare tutti i giorni la sorella. Andava a sedersi sul ciglione della montagna, e vi rimaneva finchè il freddo e il buio della notte non l'obbligassero a rientrare. Coricandosi nel suo lettuccio, si metteva da una parte per lasciarle il posto; e quando si svegliava, il primo movimento istintivo era quello di allungare la mano: credeva sempre di sentirla.