Quanto candore sulla sua fronte! Che ineffabile armonia celestiale negli occhi e sulle labbra! Oh! la buona e bella sposa ch'ella sarebbe stata per suo cognato!

E perchè no?

Maria si avvicinò alla culla sempre con quell'aria religiosa di rispetto al mistero, di affettuosità contenuta.

—Veramente, la più bella tra le cose vive è un bambino.

—Lo credi?—e la pastora sorrise, parte di orgoglio materno, parte di maliziosa intuizione femminile.

—Poichè ti piacciono i bambini, ti voglio dare una immagine dove sta dipinto il bambino Gesù. Senza mancare di riverenza al nostro Salvatore, guarda, non ti pare che assomigli tutto al bambino mio?

Maria contemplò l'immagine con molto raccoglimento, e ringraziando soggiunse:

—La metterò accanto a quello specchietto che regalasti a mia sorella.

—Uno specchietto? A tua sorella?

La pastora sbarrò gli occhi, e Maria ripetè: