Colla sua straordinaria lucidità per tutto quanto riguardava il mondo dell'anima, capì che perduta voleva dire per sempre—più che morta. Ella non avrebbe potuto nè raggiungerla, nè rivederla. Perduta nel tempo, nello spazio, nella eternità… Perduta! perduta!
Indarno il buon padre, vedendola così impressionata, tentò di calmarla con parole di speranza e di perdono; egli la trovò, con sua sorpresa, quasi insensibile. Un grande velo si era squarciato, una ferita impudica le aveva rivelato brutalmente ciò di cui non sospettava nemmeno l'esistenza: il male. Or la sua fierezza rivoltata si rifiutava a qualsiasi consolazione.
Quando il montanaro, prima di partire, volle salutarla, ella chinò il capo ardente di vergogna. Non era dessa una cosa sola con sua sorella? Chi avrebbe ora potuto guardarla senz'onta?
—Addio!—disse finalmente, coprendosi gli occhi con ambedue le mani; e sentì, sentì distintamente che una parte di lei era già morta.
Conobbe in un punto la felicità e il dolore. Il mistero cadendo le aveva rivelato che fino allora era vissuta felice nell'ignoranza e che non potrebbe esserlo più.
Un pensiero, che sarebbe stato empio in tutt'altro cuore che il suo, le si faceva strada a poco a poco in mezzo al dolore. Gesù non aveva dunque salvato il mondo; la sua passione divina non era bastata; il mondo soffriva ancora, poichè ancora esisteva la colpa!
E, dalle vette serene della sua innocenza, questo mondo trascinantesi nel peccato originale, questo mostro già ucciso e che nuotava sopra il sangue di un Dio, la riempiva di un mortale ribrezzo.
Avrebbe voluto nascondersi, sottrarsi a quell'idea di colpa, e non poteva.
Sola, nella sua cameretta, era presa da subitanei rossori, come lei, come lei! La sua gemella era macchiata ed ella si sentiva coperta di macchie. Lo splendore della sua visione celeste si era oscurato, tutto era tenebre adesso.
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