* * *

Un mattino Maria non apparve.

Il buon padre la trovò sveglia nel letto, e si avvide che faceva uno sforzo per sorridergli, per tranquillarlo.

—Sono stanca, ho freddo, niente altro.

Non aveva infatti nè febbre, nè malore apparente. Aggradì una tazza di latte, e volle che il padre le facesse come al solito la lettura dei libri santi, che ascoltò compunta e grave.

Avendo trovato fra le pagine un fiore essiccato, egli lo prese delicatamente, e porgendolo alla fanciulla con un sorriso disse:

—Vedi come è misericordiosa la natura e provvida. A mezzo il verno, cinti di neve, noi possiamo ancora contemplare un fiore. Esso è palliduccio, e come il ritratto di una persona cara; ce ne offre l'immagine e ci dice: la rivedrai.

Maria non rispose. Prese il fiorellino distrattamente, ma, agitandolo sulle coltri, non si accorgeva di sciuparlo. A un tratto, aperta la mano, mormorò, lasciando cadere i frantumi:

—È polvere!

La profondità de' suoi occhi in quel momento colpì l'asceta. Una striscia color di viola li cingeva intorno, prolungando l'ombra delle ciglia, e dietro la pupilla, quasi nel mistero di un tabernacolo velato, vacillava una fiamma moribonda.