Vi sono i belli — e le belle — che fanno pensare: quando sarò grande... Vi sono eziandio i meschinucci che si vorrebbero abbracciare per la compassione dei mali che li aspettano. Un umorista decenne osservando dei fili d’erba fra i tegoli del palazzo esclama: Al vecchio tetto spuntano i capelli! Un tuffolino intanto sfuggito per la prima volta dalle dande arriva tutto barcollante e appoggia contro il portone gentilizio le piccole natiche rosee.

A una data ora i fanciulli si squagliano, la strada rimane deserta, è notte. Il cornicione del palazzo protende la sua ombra bruna nel silenzio; alle finestre delle suore, dietro le violaciocche, il lume è spento da un pezzo; gli altri lumi si spengono a poco a poco; non rimangono che i fanali a lunga distanza punteggianti il velo delle tenebre. Un soffio fresco e molle lambe i muri; sembra il respiro della vecchia strada addormentata. Da un balcone, nella casina del macellaio, una cortina si solleva lentamente....

[ INDICE]

PROFILI
Un idealista — Alberto Sormani [pag. 7]
Un nome che risorge [53]
L’amore che non muore [63]
Un bardo del 1830 [75]
Una gran dama [85]
Emma Lyon [113]
I travestimenti del secolo XVIII [129]
Il caso straordinario del cavaliere d’Éon [137]
L’ultimo madrigale alla marchesa di Sévigné [155]
Maria dei Medici [161]
I fratelli Zuccari [171]
IMPRESSIONI
La coscienza del fanciullo [190]
Storture, deviazioni e atrofia del sentimento [203]
Conforti [211]
L’amore nei grandi uomini [221]
Il sorriso della Duse [233]
Il sentimento nella poesia [241]
RICORDI DI VIAGGIO
Capodistria [259]
Impressioni e appunti personali su Londra [267]
Attraverso l’Olanda [279]
Un cantuccio di Parigi [291]
Colmar [299]
Nel paese di Federica [309]
Nella vecchia strada [323]

NOTE:

[1]. La Vita Internazionale, 1898.

[2]. Un amico mi avverte di modificare il mio giudizio su questo lavoro che è uno dei pezzi più lodati della scoltura moderna. Ecco: come pezzo di scoltura, io non ho nulla a ripetere. La mia impressione, dirò così negativa, è data dalla premessa del titolo a cui non mi pare che l’opera risponda. Non nego che quando lo troveranno in uno scavo di qui a cinque o sei mila anni non l’abbiano a mettere in un Museo al posto d’onore, ma se a qualcuno pigliasse vaghezza di sapere che cosa rappresenta quell’uomo nudo seduto sopra quel cubicolo l’imbarazzo sarà grande. Certo a nessuno verrà in mente che possa essere un pensatore e non sarà niente di male per un oggetto da Museo. Ma quando un artista come Rodin innalza una statua proprio davanti al monumento che racchiude le maggiori glorie della Francia e lo chiama il Pensatore è permesso, senza mancare di riverenza, di aspettarsi qualche cosa di più che una esercitazione accademica.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.